Il Tesoro italiano ha raccolto ieri 17,5 miliardi di euro con l’emissione di due nuovi bond tramite collocamento sindacato. La parte del leone l’ha fatta il nuovo BTp a 10 anni con scadenza 1 luglio 2036 (ISIN:IT0005706285). L’importo offerto è stato alla fine di 14 miliardi contro ordini record per 157,44 miliardi. L’altra tranche riguardava il nuovo BTp€i a 20 anni, scadenza 15 febbraio 2046 (ISIN: IT0005706293): 3,5 miliardi contro ordini per 36,68 miliardi.
Nuovo BTp a 10 anni a ruba all’estero
Ad avere partecipato all’operazione sono stati oltre 400 investitori istituzionali da tutto il mondo, dei quali quelli stranieri si sono aggiudicati rispettivamente l’88,2% e l’81,4% delle assegnazioni. Dati, che confermano il forte appeal che continuano a mostrare i titoli di stato italiani all’estero, pur in condizioni di mercato globali rese più difficili nelle ultime settimane dalla guerra in Iran.
Se di test per l’Italia si trattava, possiamo considerarlo superato a pieni voti.
Prima cedola corta a luglio
Tornando al nuovo BTp a 10 anni, esso è stato prezzato a 99,731 centesimi con una cedola annuale lorda del 3,80%. Dunque, l’obbligazionista riceverà ogni 1 luglio e 1 gennaio dell’anno una cedola semestrale dell’1,90% lordo, pari all’1,6625% netto. Il rendimento lordo annuale esitato è stato del 3,869%, a premio di 6 punti base (0,06%) rispetto a quello offerto dall’attuale “benchmark” decennale con scadenza 1 febbraio 2036 (ISIN: IT0005676504). Questo titolo fu emesso nell’autunno scorso con cedola del 3,45% e ieri chiudeva le contrattazioni sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana a 97,33 centesimi.
Il nuovo BTp a 10 anni staccherà la prima cedola il prossimo 1 luglio. Rispetto alla data di regolamento fissata per il 22 aprile, saranno trascorsi appena 70 giorni su un semestre di 181 giorni.
Pertanto, il pagamento che l’obbligazionista riceverà tra circa due mesi e mezzo sarà dello 0,734807% lordo, ossia rapportato all’effettivo periodo di possesso. Fanno 7,35 euro lordi su un capitale nominale di 1.000 euro, cioè 6,43 euro netti.
Incognita inflazione
Come avrete notato, il nuovo BTp a 10 anni stacca una cedola annuale superiore a quella fissata per il precedente benchmark. In effetti, dicevamo che il mercato obbligazionario è andato un po’ in crisi con la guerra in Iran. Prima che questa iniziasse alla fine di ottobre, il decennale italiano viaggiava su livelli di rendimento inferiori al 3,30% e spread in area 65 punti base. Oggi, siamo rispettivamente al 3,80% e 75 punti base. Ad essere mutate sono le aspettative d’inflazione, “surriscaldate” dal caro energia.
Un bond con cedola così generosa può rivelarsi un buon investimento se i timori sulla stabilità dei prezzi futura recedessero dinnanzi ad una fine del conflitto quanto prima. Il nuovo BTp a 10 anni garantisce un rendimento annuale netto sopra il 3,35%. Anche con un’inflazione italiana attualmente attesa intorno al 2% nel lungo periodo, riuscirebbe a proteggere il potere di acquisto del capitale. Ovviamente, se la situazione generasse nel Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz restasse chiuso al transito delle navi per settimane e mesi ancora, ci sarebbe il rischio di un’ulteriore risalita dell’inflazione.
Nuovo BTp a 10 anni investimento di lungo periodo
A chi può andare bene il nuovo BTp a 10 anni? Alle famiglie desiderose di mettere a frutto i risparmi in un’ottica di lungo periodo, ma senza esporsi a rischi eccessivi. L’investimento va bene in un portafoglio differenziato e purché non si abbia la pretesa di maturare chissà quale tipo di rendimento. Una buona opportunità per chi vuole più semplicemente riscuotere un flusso di reddito fisso negli anni e senza patemi d’animo. Il disinvestimento anticipato resta sempre possibile, esponendosi al rischio di quotazione. Può andare bene se i tassi scendessero, male se nel frattempo salissero più di quanto già prezzato dal mercato.
giuseppe.timpone@investireoggi.it