Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 05 Gen, 2026

Nuova IRPEF dal 2026: scende il secondo scaglione e cambia il conto delle detrazioni

La legge di bilancio 2026 ridisegna l’IRPEF con nuove aliquote, vantaggi per i redditi medi e limiti alle detrazioni elevate
11 ore fa
2 minuti di lettura
irpef
Foto © Investireoggi

La legge di bilancio 2026 introduce importanti novità sul fronte dell’IRPEF, con l’obiettivo di ridisegnare parte della tassazione sui redditi delle persone fisiche. L’intervento riguarda sia le aliquote applicate ai diversi livelli di reddito sia le regole che disciplinano alcune detrazioni fiscali, soprattutto per i contribuenti con redditi molto elevati. Il quadro che emerge è quello di un sistema che mantiene la progressività, ma con alcuni correttivi mirati.

L’IRPEF dal 2026

A partire dal periodo d’imposta 2026, il calcolo dell’IRPEF avviene applicando nuove percentuali ai diversi scaglioni di reddito. Il primo livello resta invariato: per la quota di reddito fino a 28.000 euro continua ad applicarsi l’aliquota del 23%.

Questa fascia comprende una larga parte dei lavoratori dipendenti e dei pensionati e rappresenta la base del sistema fiscale personale.

La modifica interessa il secondo scaglione. Per la parte di reddito che supera i 28.000 euro e arriva fino a 50.000 euro, l’aliquota viene fissata al 33%. Si tratta di una riduzione rispetto all’anno precedente, quando la percentuale applicata è stata più alta. Il taglio di due punti percentuali rispetto al periodo d’imposta 2025 determina un alleggerimento del carico fiscale per i contribuenti che si collocano in questa fascia intermedia, spesso composta da lavoratori con redditi medio-alti.

Per i redditi più elevati, oltre la soglia dei 50.000 euro, rimane invece confermata l’aliquota massima del 43%. In questo modo il sistema IRPEF continua a essere strutturato in modo progressivo, prevedendo una tassazione più incisiva man mano che aumenta la capacità contributiva. La revisione delle aliquote, dunque, non stravolge l’impianto complessivo, ma interviene in modo selettivo su uno specifico scaglione.

L’altra novità sulle detrazioni fiscali

Accanto alle aliquote, la legge di bilancio 2026 interviene anche sul tema delle detrazioni fiscali, modificando le regole previste dal Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR). In particolare, viene aggiornata la disciplina che stabilisce i limiti alla possibilità di ridurre l’imposta lorda attraverso determinate spese. La novità riguarda i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 200.000 euro, per i quali è prevista una riduzione forfettaria delle detrazioni.

Per questa categoria di redditi, l’importo complessivo delle detrazioni viene ridotto di 440 euro. Il taglio non è generalizzato, ma si applica solo a specifiche tipologie di oneri. Rientrano in questa limitazione, innanzitutto, le spese che danno diritto a una detrazione pari al 19%, previste dal TUIR o da altre norme fiscali. Sono escluse da questa riduzione le spese sanitarie. Dunque, restano pienamente detraibili le spese sanitarie (salvo applicazione dell’ordinaria franchigia di 129,11 euro).

La diminuzione delle detrazioni riguarda anche le erogazioni liberali effettuate a favore dei partiti politici. Questi versamenti, che consentono una detrazione dall’imposta pari al 26% per importi compresi tra 30 e 30.000 euro annui, subiscono, quindi, una riduzione complessiva nel caso in cui il contribuente superi la soglia dei 200.000 euro di reddito. L’intervento si estende inoltre ai premi assicurativi contro il rischio di eventi calamitosi, che rientrano tra gli oneri coinvolti nel nuovo limite.

Novità IRPEF nella legge bilancio 2026: conclusioni

La riforma dell’IRPEF delineata dalla legge di bilancio 2026 appare orientata a bilanciare due esigenze: da un lato, alleggerire la pressione fiscale sui redditi medio-alti attraverso la riduzione dell’aliquota del secondo scaglione; dall’altro, contenere i benefici fiscali per i contribuenti con redditi molto elevati, intervenendo sulle detrazioni.

Il risultato è un aggiustamento mirato del sistema, che mantiene la struttura progressiva dell’imposta ma introduce correttivi selettivi, destinati a incidere in modo diverso sulle varie fasce di reddito.

Riassumendo

  • La legge di bilancio 2026 modifica le regole di applicazione dell’IRPEF sui redditi.
  • Confermata l’aliquota del 23% per redditi fino a 28.000 euro.
  • Ridotta al 33% l’aliquota IRPEF per redditi tra 28.000 e 50.000 euro.
  • Restano tassati al 43% i redditi superiori a 50.000 euro.
  • Per redditi oltre 200.000 euro taglio di 440 euro alle detrazioni fiscali.
  • La riduzione riguarda alcune spese detraibili, escluse quelle sanitarie.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

Venezuela senza Maduro, ma ricca di petrolio
Articolo precedente

Venezuela senza Maduro: il petrolio torna al centro degli equilibri globali

Il ritorno dei bond del Venezuela
Articolo seguente

I bond del Venezuela diventano la grande scommessa al casinò della finanza mondiale