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Novità INPS sul bonus mamma lavoratrice da 40 euro al mese, via agli arretrati del 2025, parte il riesame

Via al riesame per le domande di bonus mamma lavoratrice del 2025, si possono recuperare gli arretrati non percepiti.
4 Aprile 2026
Bonus mamma lavoratrice
Foto © Licenza Creative Commons

Una misura che lo scorso anno ha suscitato grande interesse e ottenuto un discreto successo, come dimostra il numero di richieste, è senza dubbio il nuovo bonus mamma lavoratrice. La misura è stata confermata anche per il 2026 ed è stata persino potenziata.

La novità più recente, tuttavia, riguarda proprio il bonus relativo al 2025. Molte lavoratrici, pur avendo presentato domanda nei tempi previsti, non hanno ricevuto alcun beneficio. Dopo una lunga fase istruttoria, con la pratica rimasta per mesi “in lavorazione”, è arrivato il rigetto della domanda, spesso senza alcuna motivazione esplicitata.

Oggi, però, la situazione cambia: l’INPS, avviando la procedura di riesame, fornisce finalmente le ragioni del rifiuto.

Vediamo quindi cosa fare per recuperare il bonus mamma lavoratrice del 2025, ottenendo anche gli arretrati spettanti.

“Buonasera, ho controllato stamattina il portale dell’INPS per la mia domanda di bonus mamma lavoratrice. Tante mie amiche lo hanno percepito. Io ho due figli e sono lavoratrice dipendente a tempo determinato. Nel 2025 ho lavorato solo con un contratto a termine dal primo giugno al 31 dicembre. Quest’anno, la stessa azienda mi ha rinnovato il contratto dal primo gennaio 2026 al 31 maggio 2026. La mia domanda, dopo mesi in lavorazione, da oggi risulta respinta. Ma non capisco i motivi: non c’è traccia delle motivazioni sul sito dell’INPS. Come posso capire perché è stata bocciata? Io credo di avere i requisiti. E si può fare qualcosa?”

Novità INPS sul bonus mamma lavoratrice da 40 euro al mese, via agli arretrati del 2025, parte il riesame

È stato l’articolo 6 del DL n. 95/2025 a introdurre il nuovo bonus mamma lavoratrice da 40 euro al mese, una vera e propria integrazione al reddito destinata alle lavoratrici con due o più figli.

Il bonus prevedeva l’erogazione di 40 euro per ogni mese di lavoro effettivamente svolto nel 2025. Restavano escluse le lavoratrici del settore domestico e coloro che già beneficiavano dell’altra agevolazione prevista per le madri lavoratrici, ossia lo sgravio contributivo del 9,19%.

Alla luce di queste regole, appare anomalo che, in presenza dei requisiti, alcune lavoratrici non abbiano ricevuto il beneficio. È probabile che si siano verificati errori nella compilazione della domanda o criticità di natura formale.

Con il messaggio INPS n. 1187 del 2 aprile 2026, però, è stata introdotta una novità importante: l’avvio della procedura di riesame, che consente di correggere eventuali errori e recuperare quanto spettante.

Ecco cosa sono chiamate a fare le lavoratrici adesso

Non sono previsti automatismi. Così come per ottenere il bonus era necessario presentare una domanda, anche per il riesame occorre inoltrare una nuova istanza.

Le interessate devono accedere al sito dell’INPS tramite SPID, CIE o CNS e raggiungere la sezione dedicata al bonus mamma lavoratrice. Qui è possibile individuare la domanda precedentemente presentata e respinta.

Aprendo la pratica, sarà disponibile un file PDF con il provvedimento di reiezione, nel quale, mese per mese, sono indicate le motivazioni del rigetto.

Dalla stessa area è possibile attivare la funzione di riesame, inserendo nuovamente:

  • la tipologia di rapporto di lavoro (tempo determinato o indeterminato);
  • la categoria di appartenenza (madri con due figli o con tre o più figli);
  • le motivazioni della richiesta di revisione.

In caso di contestazioni relative all’attività lavorativa non riconosciuta dall’INPS, è fondamentale allegare documentazione a supporto, come contratti o buste paga, per dimostrare quanto dichiarato.

La nuova funzionalità è già attiva e consente alle lavoratrici di intervenire direttamente sulla propria posizione, correggendo errori e favorendo il riesame della domanda. La procedura è utile sia per chi ha ricevuto un rigetto totale, sia per chi ha ottenuto il bonus solo per un numero inferiore di mesi rispetto a quelli effettivamente lavorati.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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