Ultime Covid, la pandemia genera ora le doppie e le triple infezioni: quali sono i sintomi e chi rischia

Ultime Covid: triple infezioni e nuovi sintomi, cosa sta succedendo.

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Nuovi sintomi strani, triple infezioni anche in persone vaccinate e l’arrivo di nuove varianti stanno preoccupando i medici di famiglia e gli esperti.

Ultime Covid: triple infezioni e nuovi sintomi, cosa sta succedendo

Nelle ultime settimane, infatti, si si sono segnalati dei sintomi particolari come vertigini, importanti sintomi gastrointestinali e persone contagiate più volte dal covid-19 come ha sottolineato Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione nazionale dei medici di famiglia:

“Nelle ultime settimane stiamo riscontrando caratteristiche un po’ diverse da quelle delle ondate precedenti. La febbre è sempre presente ma negli ultimi casi osservati è più alta e dura almeno un paio di giorni, sembra che alcuni sintomi abbiano guadagnato intensità, come quelli gastrointestinali e il mal di testa”

Oltre alla variante Omicron e Omicron 2, infatti, ora è arrivata anche la variante Xe e il National Health Service britannico ha aggiunto alla lista dei sintomi nuovi disturbi come “febbre, tosse continua e perdita di olfatto e gusto, anche fiato corto, sentirsi stanchi o esausti e la sensazione di corpo dolorante, perdita di appetito, diarrea e sentirsi genericamente poco bene male”.

La variante Omicron 2 è responsabile del 90% delle infezioni

Un’altra novità secondo la Fimmg è rappresentata dal ritardo diagnostico di circa 24-48 ore con cui si presenta la positività al covid. Solitamente, questa appare dopo 1 o 2 giorni dai sintomi mentre prima alla comparsa dei sintomi corrispondeva il tampone positivo.
I medici di famiglia sono preoccupati in quanto l’incidenza è molto alta e se il virus entra in una famiglia tutti vengono contagiati, preoccupante è anche il contagio per gli anziani che sono i soggetti più vulnerabili.

Al momento, la variante Omicron 2 è responsabile del 90% delle infezioni, ma ora preoccupa anche la variante Xe, scoperta a gennaio nel Regno Unito e che potrebbe essere più contagiosa di Omicron del 10%.

Al momento non è chiaro in che modo questa variante è presente in Italia, secondo l’epidemiologo Carlo La Vecchia:

“Lo sapremo probabilmente nei prossimi giorni, alla luce dei risultati della survey avviata dall’Istituto superiore di sanità, ma non mi sorprenderei se fosse già tra noi. Dagli ultimi dati sembra che XE possa essere più contagiosa di circa il 10%, ma è incerto il fatto che questo basti per farle prendere il sopravvento su Omicron 2 e creare un’altra ondata. Non credo che questo accadrà”

I vaccini continuano a restare l’unica arma necessaria per evitare la malattia grave, soprattutto nei soggetti over 80 per cui si sta valutando la quarta dose, mentre non ci sono ancora indicazioni per gli altri soggetti collocati nelle altre fasce di età.

Vedi anche: La variante Xe è arrivata in Italia? Ecco quali sono i sintomi a cui fare attenzione

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