Tutta colpa del reddito di cittadinanza? In Veneto cuochi e camerieri sono introvabili

Cosa c'entra il reddito di cittadinanza con i cuochi e camerieri introvabili?

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È davvero colpa del reddito di cittadinanza se non ci sono abbastanza camerieri e cuochi nel settore della ristorazione? Da tempo si parla di come alcuni settori lavorativi abbiano subito un peggioramento a causa della misura, che di conseguenza avrebbe portato molte aziende e comparti a non trovare dipendenti e personale. Ma davvero è così e quanto c’entra con la mancanza di figure professionali? Come scrive Il Fatto Quotidiano, secondo il ministro del Turismo Massimo Garavaglia e l’imprenditore Flavio Briatore, il reddito di cittadinanza ha un certo peso per quanto riguarda la carenza di lavoratori nel comparto del turismo e ristorazione.

Tutta colpa del reddito di cittadinanza se non ci sono cameriere e cuochi?

In merito al reddito di cittadinanza e la questione camerieri, un’altra opinione arriva dal nuovo presidente della Federazione pubblici esercizi del Veneto, Paolo Artelio, come riporta Corriere, secondo cui il passaggio di camerieri e cuochi ad altri settori dopo la pandemia ha avuto un peso ma va considerato anche il reddito di cittadinanza:

“Chi si porta a casa una determinata cifra preferisce non lavorare. Quello che vedo io da quest’anno è che la situazione degli stipendi è abbastanza buona ma parliamo di un lavoro che fai non dico 7 giorni su 7 ma che prevede turni anche festivi: è molto più difficile trovare giovani che vogliano approcciare questa tipologia di impiego”.

Nonostante le paghe non siano così basse come sostengono spesso gli addetti, si torna al solito discorso dei giovani che non vogliono lavorare il fine settimana per uscire con gli amici, una verità che non sembra del tutto autentica.

Le figure professionali che mancano secondo il Sistema informativo Excelsior

Guardando ai dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, per quanto riguarda la difficoltà di reperimento di alcune figure professionali, questa ha riguardato soprattutto “artigiani e operai specializzati,fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria metallica, addetti alle rifiniture delle costruzioni,,fabbri ferrai, costruttori di utensili, meccanici, artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili”.

In merito ai giovani che hanno meno di 29 anni, molto spesso le aziende non trovano operai edili, conduttori di mezzi di trasporto, specialisti in informatica, fisica e chimica, progettisti e ingegneri e tecnici della sanità, mentre in merito ai camerieri la difficoltà di trovare personale è ferma al 38,7% contro una media del 40,4%. E non finisce qui, secondo i dati Inps, nel 2021 i contratti relativi alle assunzioni di stagionali hanno raggiunto quota 920 mila, almeno il 40% in più del 2020 e 188 mila in più rispetto al 2019.

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