La nuova truffa dell’anello Cartier colpisce ancora e ruba i dati della carta

Attenti alla nuova truffa dell'anello Cartier che ruba i dati della carta.

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Truffa

Le truffe non vanno in vacanza. Nemmeno sotto le feste. Ormai non passano settimane senza parlare dei raggiri di cui rimangono vittima moltissime persone. Uno dei più noti riguarda il pacco sospeso. Un tentativo di phishing in cui i criminali usano il nome del corriere Bartolini per svuotare il conto corrente e fingere che il pacco sia bloccato nel magazzino. Ma ultimamente si sente parlare anche di altri raggiri, che hanno più o meno lo stesso scopo. L’ultima truffa, ad esempio, arriva direttamente dalla Cina e ha per protagonista un finto anello Cartier che viene inviato alle vittime, le quali invece non hanno ordinato proprio nulla. O almeno nessun anello. E poi si ritrovano con soldi mancanti nel conto. Vediamo di che cosa si tratta e come evitare problemi.

Attenti alla nuova truffa dell’anello Cartier che ruba i dati della carta

Una donna di Roma ha denunciato che poco prima di Natale il corriere ha suonato alla porta per consegnarle un pacco. Peccato che, dopo averlo aperto, ha trovato un anello di plastica, anche se al primo sguardo poteva sembrare anche d’oro. E a quanto pare, quello che è accaduto alla signora romana non sembra essere un caso isolato. La 47enne ha denunciato alla polizia il fatto e sembra che una cosa simile sia accaduta anche ad altre persone. Ma com’è possibile aver ricevuto un anello di plastica se nessuno ha ordinato nulla? La protagonista della vicenda, come altri rimasti vittima del raggiri, nei giorni precedenti al Natale aveva fatto degli ordini online usando la carta di credito. Ovviamente non aveva acquistato anelli o simili. Si tratta quindi di una truffa bella e buona.

Come funziona

Probabilmente – come ha raccontato la protagonista al Messaggero – il numero della carta di credito è finito in qualche “circuito straniero, infatti mi era arrivata una strana mail da un corriere in cui mi venivano chiesti 2 euro extra per la consegna di un giubbotto”.

Dopo aver consultato un avvocato, la donna ha deciso di bloccare la carta per sicurezza. Infatti, in seguito si è accorta che dalla sua carta risultavano due prelievi forzati di 61 e 197 euro. Prelievi che non aveva fatto lei.

Così le è arrivato il pacco da Guangdong, una provincia costiera della Cina Sudorientale. Il mittente risultava essere un certo Pang Qinda. Ora le indagini cercheranno di chiarire da chi arriva la truffa e come è stato possibile sottrarre denaro dalla carta delle vittime. Il problema è che, molto probabilmente, quello che è capitato alla signora romana non è l’unico caso. Anche altre persone, che nei giorni prima di Natale hanno fatto degli acquisti online per i regali, si sono visti arrivare a casa un finto anello Cartier. In questi casi cosa fare? E’ fondamentale bloccare subito la carta per evitare che i criminali svuotino il conto.

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