Sul Ddl Concorrenza arriva il pugno duro di Mario Draghi, ecco come e perché

Il Ddl concorrenza dovrà essere approvato entro la fine di maggio: arriva il pugno duro di Mario Draghi, ecco come e perché.

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Il Ddl concorrenza dovrà essere approvato entro la fine di maggio. Questo è quanto ha dichiarato Mario Draghi durante il consiglio d’urgenza con i ministri. Il rischio è che non si riescano a raggiungere gli obiettivi fondamentali del Pnrr, in particolare lo sblocco delle concessioni per i balneari. In ogni caso durante il vertice lampo di ieri il Cdm ha autorizzato la fiducia sul Ddl concorrenza qualora fosse necessario. Se non si troverà un accordo, quindi, la fiducia verrà posta sul testo base altrimenti sul testo modificato a seguito dell’intesa. Draghi ricorda che il Ddl concorrenza è uno dei pilastri del Pnrr per cui i fondi dell’Italia se tutti i punti non saranno rispettati potrebbero essere a rischio.

Il pugno duro di Mario Draghi sul Ddl concorrenza

Sul Ddl concorrenza c’è il pugno duro di Mario Draghi. C’è infatti il pericolo che i fondi per il Pnrr potrebbero non arrivare. I ministri però hanno dato il via libera ad una eventuale fiducia. Tra le norme richieste dal Pnrr c’è quella sulla concessioni balneari per la quale la Lega non è per nulla d’accordo. Dal 1° gennaio 2024, infatti, con le nuove regole le concessioni saranno assegnate mediante gara con procedure concorsuali a evidenza pubblica che proseguiranno fino alla scadenza. Durante il Cdm, Draghi ha comunicato che per gli impegni assunti con il Pnrr entro il mese di dicembre non solo si dovrà approvare la legge delega ma anche i decreti delegati. Ma il Ddl non modificherà solo le norme sulle concessioni balneari. L’acqua potrebbe infatti essere privatizzata, denunciano i movimenti per l’acqua bene comune. Spiegano che il Ddl si annuncia come un “manifesto ideologico che, dietro la riproposizione del mantra crescita, competitività, concorrenza si prefigge una nuova ondata di privatizzazioni . Inoltre di beni comuni fondamentali, dall’acqua all’energia, dai rifiuti al trasporto pubblico locale, dalla sanità ai servizi sociali e culturali“.

Il nodo delle concessioni balneari

Il nodo principale del Ddl concorrenza riguarda le concessioni balneari e soprattutto la resistenza della Lega. Quest’ultima chiede infatti un rinvio delle gare di cinque anni. Altri chiedono invece che siano introdotti degli emendamenti alle regole sulla messa in gara dei servizi pubblici locali e delle concessioni idroelettriche. Intanto Giuseppe Conte in merito al Ddl concorrenza ha fatto sapere che il M5s lo sosterrà così come sosterrà la fiducia se dovesse essere richiesta. Conte spiega che le riforme da fare sono necessarie per il nostro paese perché lo renderanno più credibile in Europa. In più permetteranno anche al Pnrr di andare avanti.
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