Stipendi, cosa ne sarà degli aumenti in busta paga nel 2023 con il governo Meloni?

Aumenti in busta paga e stipendi: che cosa succerà con il governo Meloni

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Dalle urne è uscito un risultato incontrovertibile: ha vinto il centrodestra, ha stravinto Giorgia Meloni. Come ampiamente previsto già prima della campagna elettorale, il nuovo governo dovrà da subito prendere decisioni importanti. Un esempio? La prossima legge di Bilancio, tanto per iniziare. Ed è nella stessa manovra per il prossimo anno che Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati dovranno decidere se confermare o meno l’aumento degli stipendi per milioni di lavoratori italiani. E qui cade l’occhio di tutti i lavoratori, che tra rincari e inflazione non possono certo lasciare indietro un tema così importante come quello degli stipendi. Cerchiamo dunque di capire quali sono gli scenari futuri, alla luce delle posizioni espresse da ciascun partito in queste ultime settimane.

Governo Meloni e aumenti in busta paga nel 2023: cosa ne pensa Fratelli d’Italia del taglio del cuneo fiscale

Durante la campagna elettorale degli ultimi mesi, Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia hanno ripetuto più volte di voler rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale deciso dal governo Draghi per i lavoratori che percepiscono un reddito inferiore ai 35 mila euro all’anno.

Maurizio Leo, responsabile economico di FdI, ha precisato che l’obiettivo è di incrementare il taglio del cuneo fiscale di un terzo per le aziende e due terzi per i lavoratori.

Cosa ne pensa la Lega di Matteo Salvini del taglio del cuneo fiscale

Analogo il pensiero della Lega di Matteo Salvini. Sì alla conferma del taglio del cuneo fiscale, misura introdotta quest’anno dal governo Draghi. D’altronde è da tempo nota la posizione del Carroccio sull’aumento degli stipendi dei lavoratori. Incluse le tante battaglie presentate in parlamento per ridurre il costo del lavoro per le imprese.

Perché specifichiamo Lega di Matteo Salvini? Il motivo è semplice: dopo la debacle alle ultime politiche, non è da escludere un cambio ai vertici del partito, ipotesi che al momento comunque non è stata presa in considerazione da parte del leader della Lega.

Cosa ne pensa Forza Italia sull’aumento degli stipendi

Infine, il partito di Silvio Berlusconi ha una posizione piuttosto simile rispetto a quella di Fratelli d’Italia. Anche i forzisti, infatti, vogliono rendere strutturale la misura adottata dal governo Draghi, aggiungendo però un taglio ancora più importante. Il riferimento è sempre ai due terzi per i lavoratori e a un terzo per le aziende.

Dunque sì, tutto lascia credere che il taglio del cuneo fiscale verrà confermato anche con la nuova manovra di Bilancio per il 2023. Nonostante le risorse economiche non siano così molte. Visto il momento storico non proprio positivo, in cui la maggior parte degli italiani sono schiacciati dai rincari, la notizia di aumenti degli stipendi torna in primo piano.

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