Sottovarianti Omicron 4 e 5 e reinfezioni: “bucano” i vaccini e sono molto più contagiose, l’ultimo scenario

Sottovarianti Omicron 4 e 5 e reinfezioni: chi rischia di più secondo report ISS.

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Variante Omicron 5

Nonostante si vada verso l’addio totale alle restrizioni covid-19 dal 15 giugno con l’abbandono dell’obbligo di mascherina al chiuso anche sui mezzi pubblici, al lavoro, al cinema e teatro, la pandemia non è finita. Negli ultimi giorni gli esperti stanno ponendo l’attenzione sulle nuove sotto varianti Omicron 4 e 5, ancora più contagiose di Omicron 2 e già presenti al 37% in Portogallo. E’ chiaro che nelle prossime settimane anche in Italia si rischia la diffusione di queste varianti, anche se gli esperti temono più per una nuova ondata in autunno.

Sottovarianti Omicron 4 e 5 e reinfezioni: chi rischia di più secondo report ISS

A preoccupare sono anche le 400mila reinfezioni che finora si sono verificate. Il ministro della Salute Roberto Speranza per ora rassicura che queste mutazioni non sono dominanti ma gli enti regolatori internazionali hanno già avvertito che nei prossimi mesi una nuova ondata colpirà a catena i Paesi europei.

In tutto ciò crescono anche le reinfezioni ossia persone immunizzate che già si sono infettate e che poi tornano positive dopo un tot di mesi. Per adesso i casi di reinfezione fanno riferimento al 5,8% di contagiati. Secondo il professor Massimo Galli durante un’intervista a Il Mattino ha spiegato: «Omicron e i suoi discendenti sono molto differenti dal virus selvaggio originario. Sono tra le altre cose in grado di bucare sia l’immunità conferita dal vaccino che dalle altre infezioni».

L’ultimo rapporto dell’Iss ha cercato di individuare chi è più soggetto alla reinfezione:

-soggetti già contagiati con il Covid da oltre 210 giorni rispetto a chi ha avuto la prima diagnosi tra 90 e 210 giorni.
– persone non vaccinate o vaccinate da oltre 120 giorni
– donne rispetto agli uomini, anche per la maggiore presenza nell’ambito scolastico
– soggetti tra 12 e 49 anni
– operatori sanitari.

Prossimi mesi decisivi

Galli ha cercato anche di spiegare la potenziale pericolosità delle reinfezioni:

«Immaginiamoci un fuoco che si estende con grande diffusività ma minore patogenicità, è come una grande brace che si estende rapidamente passando più volte sullo stesso luogo e che lascia dietro di sé una scia di fumo. Non possiamo escludere momentanee fiammate a maggiore letalità. Considerando anche il fatto che il virus continua a infastidire anziani e fragili dove non a caso si concentrano i decessi».

Con l’arrivo di una nuova ondata della pandemia a causa di Omicron 4 e 5, quindi, potrebbe ancora aumentare il rischio di reinfezione.

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