Rincari prezzi e guerra in Ucraina, dal carburante ai prodotti alimentari, ecco tutti i prodotti a rischio stangata

Rincari prezzi e guerra in Ucraina, cosa aumenta per colpa del conflitto.

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Rincari Prezzi supermercato

La guerra in Ucraina avrà conseguenze pesanti anche in Italia e nel resto d’Europa come il rincaro di molti prodotti a causa del blocco dei trasporti anche marittimi che porta a disagi internazionali non da poco.

Rincari prezzi e guerra in Ucraina, cosa aumenta per colpa del conflitto

Ma cosa aumenterà, nello specifico, in Italia? Sicuramente i prezzi delle bollette di luce e gas ma anche benzina, pasta, pane e prodotti del settore siderurgico. Il rincaro dei prezzi delle materie prime porterà a ripercussioni su alluminio, rame, nickel, ghisa, palladio, grano e fertilizzanti. Senza contare la paura dell’aumento del gas. Secondo Federalimentari, i rincari di pasta e pane a causa della guerra potrebbero subire un rincaro del 10%, aumento che va ad aggiungersi al 10% di gennaio, che vorrebbe dire un aumento del 20% per molti prodotti a base di cereale e grano.Per il pane si parla del 30%.

Allarme benzina, gas e materie prime

C’è preoccupazione anche per il settore degli allevamenti come ha fatto notare Cia-Agricoltori italiani:“Il granturco è il principale ingrediente delle diete per gli animali (47%)” e l’Italia ne importa “il 53% dall’Ucraina”.
Per il mais l’aumento potrebbe arrivare al 35% mentre per il grano l’Italia ne importa dalla Russia solo il 5% ma per altri paesi, invece, rappresenta il maggior fornitore e quindi chi si rivolge ora a Russia e Ucraina andrà a rifornirsi da Canada, Australia e Francia, stessi paesi dove importa l’Italia con un conseguente aumento dei prezzi.

Rincari anche per l’olio di girasole ma si segnalano anche ripercussioni per il settore siderurgico. Come ha fatto notare Gianclaudio Torlizzi, fondatore di E-Commodity: “La Russia è il primo esportatore netto mondiale di acciaio. L’industria siderurgica italiana ha autonomia per un mese, un mese e mezzo”.

E poi c’è il gas, che presidente di Assoutenti Furio Truzzi, è “schizzato a 125 euro (MWh), il petrolio ha superato i 103 dollari al barile segnando un +7%”.

Il risultato che ad aumentare sarebbe ancora la benzina e in genere il carburante, con un salita di altri 5 centesimi e un effetto domino sui trasporti.

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