Reddito di cittadinanza 2023 resta la territorialità, nuovo decreto a metà gennaio

Reddito di cittadinanza resta la territorialità ma non si potrà rifiutare la prima offerta di lavoro.

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Reddito cittadinanza

Le novità previste per il reddito di cittadinanza non sembrano finite. Il 2023 sarà un anno davvero particolare per chi percepisce il sostegno. Entro la metà di gennaio, infatti, arriverà un decreto ora allo studio del ministero del Lavoro, che metterà nero su bianco le condizioni previste dal governo. I cambiamenti rispetto al passato ci sono e sembrano rispettare tutte le previsioni. Ad esempio, il sussidio sarà dato per 7 mensilità e non più 12 come in passato e cade anche il paletto dell’offerta congrua. Chi cerca lavoro e percepisce l’aiuto, insomma, prima poteva rifiutare un’ offerta di lavoro se la sede distava più di 80 km dal domicilio, adesso sono previsti dei paletti che non puntano tanto alla distanza ma alla possibilità di rifiutare o meno la prima offerta di lavoro.

Reddito di cittadinanza resta la territorialità ma non si potrà rifiutare la prima offerta di lavoro

Il reddito di cittadinanza cambia faccia ma Claudio Durigon, sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ha voluto precisare che per quanto riguarda il criterio di territorialità, i percettori del reddito dovranno accettare qualsiasi proposta per continuare a mantenere il sussidio.

Detto in parole povere, se a un laureato viene offerta la possibilità di fare il cameriere dovrebbe accettare. Come sarà il reddito di cittadinanza nel 2023?
Dopo i rumors sul possibile addio alla territorialità per le offerte di lavoro, l’opposizione era insorta. Conte aveva detto che il reddito di cittadinanza rivisto in questo modo era inaccettabile. Claudio Durigon, quindi, è intervenuto per mettere i puntini sulle i:

“L’offerta congrua che abbiamo in mente prevede che qualsiasi persona, anche laureata, se gli offrono un posto anche di cameriere casomai vicino casa è giusto che la accetti, perché se uno prende dei soldi pubblici non credo che possa essere schizzinoso.

Il criterio della territorialità resta anche perché una persona non può andare a Trieste per due giorni se è di Napoli, tranquillizzerei Conte”.

Nuovo decreto a metà gennaio

Entro la metà di gennaio arriverà un nuovo decreto che metterà nero su bianco tutte le novità previste. Per per quanto riguarda la congruità dell’offerta se il lavoro offerto è vicino casa, il percettore dovrà accettare ogni offerta di lavoro. Ad oggi, invece, per definirsi congrua l’offerta doveva essere compatibile con le proprie competenze, riferirsi a una distanza non superiore a 80 km dalla residenza o raggiungibile in 100 minuti con i mezzi e prevedere a una retribuzione superiore del 20% rispetto a quanto percepito con il Rdc.

Dal 2023, quindi, non solo cambieranno questi criteri ma il sussidio sarà fornito per 7 mesi alle persone che hanno tra 18 e 59 anni abili al lavoro che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico di 60 anni di età. Saranno anche previsti dei corsi di formazione obbligatori per gli occupabili per non perdere il sussidio. Per chi rifiuta la prima offerta di lavoro si perderà il sostegno (prima se ne potevano rifiutare 3). Non cambia nulla per i nuclei familiari con minori, anziani o disabili per cui il sussidio resta per tutto il 2023.

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