Reddito di cittadinanza nel 2023 sarà più facile perderlo: chi rischia in sostanza

Reddito di cittadinanza nel 2023 cambia e qualcuno rischia di averlo più.

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Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza dal 2023 cambierà faccia e non sarà più come siamo stati abituati a vederlo negli ultimi anni. Dal 1 gennaio 2023 entrerà in vigore la Legge di Bilancio ma il governo è concentrato a capire come aggiustare e ritoccare la misura. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, infatti, l’ultima modifica ha cancellato l’aggettivo dell’offerta di lavoro congrua. Chi rifiuta il lavoro anche una volta sola, quindi, potrebbe perdere l’assegno.

Quando si parla di offerta lavoro congrua, ci si riferisce ad una proposta coerente con le esperienze del candidato e con le sue competenze. In più la sede di lavoro deve essere entro 80 km dalla residenza o 100 minuti di viaggio con i trasporti pubblici.

Reddito di cittadinanza nel 2023 cambia e qualcuno rischia di averlo più

Il sottosegretario al Lavoro Durigon, è intervenuto di recente per sottolineare che sulla distanza geografica resteranno alcuni limiti, quindi non è vero che i percettori dovranno accettare ogni tipo di offerta lavoro anche più distante di 80 km.

Dovrebbe però cadere il vincolo dell’offerta congrua, quindi chi percepisce il reddito per poterlo mantenere dovrà accettare ogni tipo di offerta. Anche la prima.
Nel caso del rinnovo della misura dopo 18 mesi, si parla di offerte su tutto il territorio nazionale, ad eccezione dei nuclei familiari con figli dove la distanza è fissata a 250 km. Resta confermato il reddito di cittadinanza per 7 mesi e non più 12 mesi (in questo modo il governo risparmierà 200 milioni di euro per finanziare altre misure) e anche la regola secondo cui i giovani per poterlo ottenere dovranno completare il percorso di studi.

Novità per i giovani e il dibattito sull’offerta lavoro congrua

Per capire chi continuerà a percepire e chi rischia di perderlo, facciamo il punto sui cambiamenti previsti dal 2023.

Partiamo proprio dalle novità previste per i giovani fino a 29 anni. Per chi ha tra 18 e 29 anni e non ha finito la scuola dell’obbligo, per poter usufruire del reddito sarà fondamentale completare l’obbligo scolastico o frequentare dei percorsi di formazione. Per i soggetti tra 18 e 59 anni che percepiscono il reddito, per poterlo tenere e non perderlo bisognerà dover accettare qualsiasi proposta di lavoro. Resta solo da chiarire il criterio della territorialità.
Per quanto riguarda i disoccupati over 60 che abbiano esaurito la Naspi, il Reddito di cittadinanza resterà per tutto il 2023. La Manovra, infatti, configura che per questi soggetti, i non occupabili e chi ha minori a carico il beneficio resti per tutto il nuovo anno. Un’altra novità riguarda l’affitto e più precisamente la quota che il soggetto che percepisce l’assegno paga mensilmente al proprietario. In base ad un emendamento alla Manovra, la quota mensile che viene pagata per pagare l’affitto con il Reddito, sarà versata direttamente nel conto del proprietario.

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