Trovare casa per chi prende il reddito di cittadinanza diventa più difficile che trovare lavoro

I proprietari delle case non considerano più il reddito di cittadinanza una garanzia.

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Reddito cittadinanza

Durante l’ultima puntata di Controcorrente in onda su Rete 4 ha fatto scalpore l’intervista a un 57enne di Caserta, percettore del reddito di cittadinanza. L’uomo ha raccontato le difficoltà che sta incontrando nel trovare un’abitazione in affitto nella sua città, dopo l’aumento delle bollette e dopo che il nuovo governo ha fatto capire come l’attuale misura voluta dal Movimento 5 Stelle possa esaurirsi già al termine di quest’anno. Secondo il racconto dell’intervistato, a Caserta i proprietari degli immobili non considerano più affidabile il reddito, temendo appunto una sua futura abolizione.

I proprietari delle case non considerano più il reddito di cittadinanza una garanzia

Nel corso del servizio trasmesso dal programma Controcorrente è andato in onda anche un intervento da parte di Vincenzo Fiano, che lavora presso il servizio di sportello per il reddito di cittadinanza. Anche Fiano ha confermato il dilagare dell’emergenza abitativa nella città di Caserta, una situazione che però è riscontrabile anche nel resto d’Italia.

Questo perché se prima il reddito di cittadinanza era percepito come una sorta di garanzia da parte di chi affittava le case. Ora per gli stessi proprietari il reddito è come se fosse carta straccia.

Armando, l’uomo di 57 anni che ha rilasciato l’intervista alla trasmissione Controcorrente condotta da Veronica Gentili, ha confidato alla giornalista di non essersi mai trovato in una situazione simile, mostrandosi profondamente amareggiato per i rifiuti continui subiti da parte delle persone: “Sono arrabbiato – queste le parole di Armando, queste cose quando ero ragazzo non si vedevano. Uno schifo del genere – proseguito il 57enne – non si è mai visto”.

Verso l’abrogazione per tutti dal 1° gennaio 2024

A meno di stravolgimenti di fronte, il reddito di cittadinanza dovrebbe essere abolito dal 1° gennaio 2024.

Già da quest’anno si stanno nuotando vari cambiamenti che riguardano la misura. Basti pensare all’obbligo di dover accettare la prima offerta di lavoro, anche se congrua. O il fatto che il sostegno sarà dato per 7 mensilità e non più 18. Da tempo è noto come il governo Meloni sia alla ricerca di un nuovo strumento che vada a superare l’attuale misura voluta fortemente dal Movimento 5 Stelle in passato. Abolizione contro cui si batte con fierezza l’attuale capo politico del M5S, l’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che proprio grazie alla difesa a spada tratta del RdC è riuscito a cambiare le sorti del Movimento alle ultime elezioni politiche.

Se l’esecutivo della premier Meloni non dovesse cambiare idea che cosa succederà? Quale sarà la reazione di persone come Armando, che in questa situazione non riescono nemmeno a trovare una casa in affitto? Con che misura verrà sostituito eventualmente il reddito di cittadinanza? Fratelli d’Italia e l’intero centrodestra dovranno dare prima o poi delle risposte.

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