Prezzi benzina e diesel fuori controllo, previsti altri aumenti e speculazioni, quanto costa ora il carburante

Prezzi benzina e diesel più cari dopo l'addio allo sconto taglia accise.

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Prezzi benzina e diesel e taglio accise benzina

Purtroppo dal 1 gennaio, i prezzi di benzina e diesel sono aumentati in seguito all’addio dello sconto taglia accise. Il governo, infatti, ha deciso di tagliare del tutto il bonus di 30 centesimi, poi diventati 18, per dare spazio ad altre misure urgenti. Il risultato è che il carburante costa di più, si temono ancora aumenti e iniziano ad arrivare segnalazioni di speculazioni sui prezzi. Negli ultimi giorni, i prezzi del diesel e della benzina oscilla intorno a 23 euro al litro, anche se è possibile trovare anche a meno.

Solitamente la media è di 1,8 euro al litro. Secondo Assoutenti, da quando la benzina costa di più, l’Italia è tornata a piazzarsi tra le città più care d’Europa per il prezzo del carburante. La media è di 1,891 euro al litro per il gasolio, dietro a Svezia e Finlandia, mentre per la benzina, il prezzo medio è di 1,827 euro/litro, risultando il quarto mercato più caro.

Prezzi benzina e diesel più cari dopo l’addio allo sconto taglia accise

Il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi ha così chiesto al governo di convocare subito un tavolo emergenziale sui carburanti.


Il malcontento degli automobilisti e delle associazioni di categoria è plausibile, tanto che ora il governo si è trovato anche a dover affrontare fenomeni speculativi chiamando in causa la Guardia di Finanza e il Garante per la sorveglianza dei prezzi. Nei prossimi giorni si dovrebbe sapere con certezza a cosa hanno portato le verifiche ai distributori. Anche la Procura di Roma sta indagando per i fenomeni speculativi.

Si rischiano speculazioni

Intanto il Codacons è sul piede di guerra e ha sporto denuncia presso 104 procure italiane. L’associazione dovrebbe presentare un esposto all’Antitrust per ipotesi di «cartello» e poi dare vita al boicottaggio dei punti vendita più cari.

Anche il ministro delle Infrastrutture e vice premier, Matteo Salvini, ha sottolineato che sono in corso fenomeni di speculazione, visto che alcuni distributori propongono il carburante a 1,7 euro al litro ed altri a più di 2 euro. Per questo motivo la Guardia di Finanza sta indagando mentre il governo è intenzionato a portare avanti una una «moral suasion» nei confronti dei principali operatori del settore per evitare ritocchi ingiustificati.

Nonostante tutto non sembra esserci l’intenzione di fare marcia indietro sullo sconto taglia accise. Secondo Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy- che a Corriere della Sera ha dichiarato quali sono le azioni previste per stroncare la speculazione – è già stato chiesto a Mr Prezzi un costante monitoraggio con la collaborazione della GdF per effettuare dei controlli volti a mettere in luce eventuali speculazioni.

Quanto costa adesso il carburante

In alcune località il carburante ha raggiunto prezzi altissimi secondo Codacons. Sull’isola di Vulcano il diesel ha raggiunto 2,349 euro al litro per il servito. A La Maddalena, in Sardegna, la benzina è arrivata a 2,087 euro al litro. A Ischia si va da 2,054 euro per la verde, mentre il diesel vola a 2,104 euro. Prezzi esorbitanti anche in autostrada. Sull’ A1 Roma-Milano, la benzina è arrivata a costare 2,392 euro/litro e il diesel quasi 2,5 euro. Sull’autostrada A4 Brescia-Padova, la benzina si attesta a 2,384 euro/litro, il diesel a 2,449 euro/litro.

E mentre ormai la benzina viaggia intorno a 1,8 euro al litro e il diesel ha superato la soglia psicologica dei 2 euro, i rincari avranno delle conseguenze pesanti anche per le tasche degli italiani. A causa del maggior costo del trasporto, infatti, ci si può aspettare un rialzo dei prezzi della spesa alimentare. Secondo l’associazione Consumerismo No Profit, si stima un impatto fino allo 0,6%. Nel 2023, per le famiglie questo significherà un aumento di +366 euro solo per il carburante e altrettanti saranno i rincari indiretti legati alla spesa alimentare.


Secondo alcuni rumors riportati da La Stampa, solo se entro la primavera i prezzi delle benzina non saranno scesi allora il governo potrebbe intervenire, ma ad oggi non sembra che cambierà qualcosa visto che non saprebbe dove trovare i soldi. Un chek è previsto a fine febbraio.

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