Piano emergenza gas per l’inverno: termosifoni a 19 gradi, coprifuoco e chiusura anticipata attività commerciali

Piano gas per l’inverno 2023, ipotesi termosifoni a 19 gradi e coprifuoco.

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Dopo settimane di trattative, i ministri dell’Energia dei Paesi dell’Unione europea si sono accordati per il piano emergenza gas, un accordo molto importante che permetterà di diventare indipendenti dalla Russia ai 27 paesi membri. Tra le ipotesi, però, in vista della stagione invernale, anche i riscaldamenti in casa che non dovranno superare 19 gradi e la chiusura anticipata delle attività commerciali.

Piano gas per l’inverno 2023, ipotesi termosifoni a 19 gradi e coprifuoco

In Italia, il nuovo piano prevede un risparmio del 7% del gas come ha fatto sapere il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, sottolineando che per gli italiani cambierà davvero poco, anche perché entro l’inizio dell’inverno il paese sarà quasi totalmente indipendente dal gas russo:

“Inizialmente era un taglio del 15% uguale per tutti che era un po’ complicato da gestire. Adesso è stato differenziato praticamente Paese per Paese. Nel caso dell’Italia per esempio, con le regole che sono state sviluppate, tra le quali l’interconnessione con gli altri e il fatto che l’Italia sia Paese di passaggio del gas, è chiaro che il computo è diverso. Con i numeri e con le regole stabilite noi sostanzialmente dovremo risparmiare circa il 7% rispetto alla media del consumo di gas annuale negli ultimi cinque anni”

Ipotesi chiusura anticipata delle attività commerciali

In ogni caso, per il prossimo inverno, circolano già alcune ipotesi su come potrebbe trovare una risposta il nuovo piano gas come riporta Open in un articolo recente. Si va dai termosifoni a 19 gradi fino al coprifuoco per l’illuminazione pubblica oltre che la chiusura anticipata delle attività commerciali.
Il piano partirà dal 1 agosto e sarà valido fino al 31 marzo 2023.

Il nostro paese dovrà fare a meno di 4-5 miliardi di metri cubi di gas, la maggior parte del metano sarà utilizzato per riscaldare le case.

Di conseguenza, una prima ipotesi è quella di abbassare di due gradi i termosifoni nelle case, ai Comuni potrebbe essere chiesto di spegnere fino al 40% dei lampioni. Inoltre, nei casi più estremi, gli uffici pubblici potrebbero chiudere alle 17.30, le attività commerciali alle 19 e i locali alle 23. Entro settembre ogni paese europeo dovrà scegliere un piano nazionale.

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