Pensioni: rivalutazione assegni 2023, INPS fa chiarezza con una circolare

Ecco un riepilogo dettagliato sull'intervento di rivalutazione delle pensioni nel 2023 in base alle tabelle presenti nella circolare che l'INPS ha pubblicato.

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Il nuovo meccanismo di rivalutazione delle pensioni che debutterà dal 3 gennaio 2023 fa ancora discutere. Ecco allora che l‘Inps ha voluto fare chiarezza una volta per tutte, pubblicando sul sito ufficiale una lunga lettera datata alla giornata odierna. Nel testo sono presenti le tabelle con gli aumenti previsti il prossimo anno per gli assegni previdenziali, secondo il sistema a sei fasce che manderà in archivio quello utilizzato fino ad oggi. Già nei giorni scorsi in tanti si erano lamentati della scarsa chiarezza sul meccanismo che andrà a regolare gli adeguamenti all’inflazione a partire dal prossimo anno, l’auspicio dell’Inps è quindi quello di portare una maggiore trasparenza sull’argomento.

Rivalutazione pensioni 2023: le tabelle pubblicate dall’INPS

Ecco un riepilogo dettagliato sull’intervento di rivalutazione delle pensioni nel 2023 in base alle tabelle presenti nella circolare che l’INPS ha pubblicato in data odierna, giovedì 22 dicembre 2022:

  • pensioni fino a 4 volte il minimo (importo di 2.099 euro lordi): indicizzazione al 100% – l’aumento effettivo è pari al 7,3%
  • pensioni fino a 5 volte il minimo (importo di 2.625 euro lordi): indicizzazione all’85% – l’aumento effettivo è pari al 6,2%
  • pensioni tra 5 e 6 volte il minimo (importi tra 2.625 euro e 3.150 euro lordi): indicizzazione al 53% – l’aumento effettivo è pari al 3,8%
  • pensioni tra 6 e 8 volte il minimo (importi tra 3.150 euro e 4.200 euro lordi): indicizzazione al 47% – l’aumento effettivo è pari al 3,4%
  • pensioni tra 8 e 10 volte il minimo (importi tra 4.200 e 5.250 euro lordi): indicizzazione al 37% – l’aumento effettivo è pari al 2,7%
  • pensioni oltre 10 volte il minimo (importi oltre 5.250 euro lordi): indicizzazione al 32% – l’aumento effettivo è pari al 2,3%

Esempi pratici rivalutazione a partire da gennaio 2023

Per semplificare ulteriormente il modo in cui la perequazione delle pensioni andrà a impattare sugli importi degli assegni previdenziali, è possibile prendere come riferimento lo schema che segue:

  • una pensione di importo pari a 1.000 euro nel 2023 salirà a 1.073 euro al mese
  • una pensione di importo pari a 1.500 euro nel 2023 salirà a 1.605 euro
  • una pensione di importo pari 2.000 euro nel 2023 salirà a 2.140 euro
  • una pensione di importo pari a 2.500 euro nel 2023 salirà a 2.595 euro
  • una pensione di importo pari a 3.000 euro nel 2023 salirà a 3.114 euro
  • una pensione di importo pari a 3.500 euro nel 2023 salirà a 3.619 euro
  • una pensione di importo pari a 4.000 euro nel 2023 salirà a 4.108 euro
  • una pensione di importo pari a 5.000 euro nel 2023 salirà a 5.115 euro.

Intanto le pensioni minime a 600 euro per il 2023 sono state confermate nella giornata di ieri dopo l’approvazione di un emendamento del governo al testo della manovra finanziaria.

La misura sarà valida soltanto nei prossimi dodici mesi e interesserà esclusivamente gli over 75.

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