Nuove sotto varianti Omicron scoperte in Veneto, non sono XE e XJ: che cosa sappiamo fino ad ora e quanto sono contagiose

Sotto variante Omicron scoperta in Veneto, che cosa sappiamo al momento.

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Variante Omicron 5 Italia

Una nuova sotto variante Omicron del Covid-19 è stata trovata in Veneto e non si tratta delle già note varianti XE e XJ di cui si è parlato la settimana scorsa. Il nuovo ricombinante della variante Omicron comprende porzioni delle sotto-varianti di Omicron BA.1 e BA.2, ma con porzioni diverse del genoma. Come ha fatto sapere l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, nell’ambito della sorveglianza coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, le nuove varianti sono state sequenziate dal Laboratorio di genetica, citogenetica e diagnostica molecolare dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre (Venezia).

Sotto variante Omicron scoperta in Veneto, che cosa sappiamo al momento

La nuova sotto variante, di cui al momento non si sa il nome, è stata trovata a marzo su una paziente ed è simile a XJ anche se differente per alcune caratteristiche così come alla variante Xe, che già nel Regno Unito è responsabile di almeno mille casi. A inizio aprile, dopo il primo caso di marzo, sono stati rilevati altri due casi nelle province di Venezia e Padova. Come ha comunicato l’Istituto Zooprofilattico:

“Non si conoscono le caratteristiche fenotipiche del ricombinante identificato in Veneto perché ad oggi è stato caratterizzato solo geneticamente”La continua sorveglianza genetica sarà strategica per capire l’eventuale diffusione del virus sul territorio regionale”

Attualmente, quindi, non è ancora possibile sapere quanto è contagiosa e letale questa nuova variante, ma solo nei prossimi giorni si saprà con maggiore certezza qualcosa in più. Nei giorni scorsi era stata isolata anche la sottovariante Xf, mix di Delta e Omicron. Secondo gli esperti il maggior pericolo è rappresentato dal fatto che questo lignaggio potrebbe avere la stessa contagiosità di Omicron e l’aggressività di Delta.

La diffusione della nuova variante

Intanto, dopo la variante Omicron 2 che è ormai dominante, anche la Omicron 3 ha iniziato a diffondersi e i sintomi sono più o meno sempre fli stessi: mal di testa, raffreddore o naso che cola, stanchezza, ma anche febbre o mal di gola con una incubazione che dura circa 5 giorni.

Secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova: “Dal punto di vista formale la differenza tra Omicron 1, 2 o 3 interessa solo cacciatori di virus e chi studia il sequenziamento. Hanno effetti identici, ovvero sono varianti gemelle. Ma a livello di aggressività e di risposta ai vaccini non c’è differenza”.

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