Novità Riforma Pensioni 2023: perché cancellare la legge Fornero è una necessità, cosa si rischia

Il primo motivo per cui cancellare la legge Fornero è una necessità per le nuove e future generazioni interessa il calcolo della pensione interamente con il sistema contributivo.

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Oggi il sistema pensionistico italiano si basa sulla legge Fornero, cioè sulla riforma delle pensioni del 2011 che porta il nome dell’allora Ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero. Da allora sono trascorsi 12 anni, conditi da critiche feroci all’indirizzo dell’economista e politica italiana. Critiche non soltanto da parte dei lavoratori e pensionati, ma anche dalla stessa classe politica. Un esempio su tutti? Matteo Salvini, leader della Lega, che della cancellazione della riforma Fornero ha fatto il suo cavallo di battaglia. Ma perché il superamento della Fornero è ormai una necessità?

Novità Riforma Pensioni 2023: pensione basata interamente con il calcolo contributivo

Il primo motivo per cui cancellare la legge Fornero è una necessità per le nuove e future generazioni interessa il calcolo della pensione interamente con il sistema contributivo. Si tratta di un elemento introdotto con la riforma delle pensioni del 2011. In base al quale l’assegno previdenziale è il risultato dei soli contributi versati durante la propria carriera lavorativa.

Non è un dettaglio trascurabile, in particolare per i giovani d’oggi e per le future generazioni. Perché? Semplice: il mercato del lavoro di oggi è molto diverso rispetto a quello del passato, con stipendi bassi e carriere discontinue. Di conseguenza, il rischio concreto per i giovani di oggi è andare in quiescenza con una pensione insufficiente per fronteggiare le spese di ogni mese.

Adeguamenti alla speranza di vita a cadenza biennale

Oltre al calcolo della pensione interamente col contributivo, nel 2011 la legge Fornero introdusse l’adeguamento ogni due anni dei requisiti per l’accesso alla pensione rispetto alla speranza di vita. Va da sé che tra molti anni tale meccanismo potrebbe far slittare l’età anagrafica per richiedere la pensione molto più in là degli attuali 67 anni richiesti oggi.

Nella peggiore delle ipotesi, ad esempio, entro il 2050 l’età richiesta per poter richiedere l’accesso alla pensione di vecchiaia potrebbe slittare fino a 69 anni e 7 mesi.

Non solo però, perché bisogna anche tenere conto di un altro elemento. Per richiedere la pensione di vecchiaia si dovrà obbligatoriamente avere una pensione pari ad almeno 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale. In caso contrario, si dovrà per forza di cose aspettare l’apertura della finestra della pensione con l’opzione contributiva. Se oggi occorrono 71 anni, nel 2050 si arriverà a 73 anni e 7 mesi, quattro in più rispetto alla pensione di vecchiaia.

Ecco perché cancellare la legge Fornero è così importante per le future generazioni, che con l’attuale sistema pensionistico rischiano di non vedere mai la pensione.

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