Le migliori lauree per trovare lavoro e quelle che servono di meno

Quali sono le lauree migliori per trovare lavoro e quelle che servono meno.

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Aumento salari lavoro

I tempi sono quelli che sono. Trovare lavoro non è facile e a volte non basta neppure avere una super laurea. Lo sanno bene quei giovani che devono andare all’estero per trovare un’opportunità di lavoro in base agli studi fatti per non rischiare salari piuttosto scarsi. In Italia, si sa, gli stipendi sono più bassi rispetto alla media europea. Un handicap da cui è difficile uscire e che è stato ben descritto dagli ultimi dati Istat. In Italia aumentano i giovani senza lavoro o con un lavoro precario, anche se hanno studiato all’Università. Il nostro paese, inoltre, spicca in negativo per il numero di Neet, ossia i giovani tra 25 e 29 anni che non studiano e non lavorano e che nel 2021 sono passati ad una percentuale del 34,6%, anche a causa della pandemia. A far luce sulla situazione italiana quando si parla di mondo del lavoro e lauree migliori per trovare lavoro, è il report annuale “Education at a Glance 2022” dell’Ocse, secondo cui molto dipende dal titolo di studio.

Quali sono le lauree migliori per trovare lavoro e quelle che servono meno

Insomma, è vero che in genere i giovani hanno difficoltà a trovare lavoro ma con alcune lauree diventa ancora più complicato. Ad esempio, il tasso di occupazione di un laureato in ingegneria è all’88% contro il 69% di un laureato in arte. Ma quali sono, quindi, quelle lauree che aiutano a trovare lavoro?
Sicuramente guardando al tasso di occupazione, i laureati in medicina o nelle professioni sanitarie hanno più possibilità di trovare impiego. Il tasso si attesta all’89%. Stesso destino per chi si laurea in matematica e scienze naturali, dove la percentuale di occupazione è all’81%.

Per gli ingegneri arriva all’88%, così come per le lauree ICT dove si tocca lo stesso l’88%. Per chi si laurea in Economia, Business, Amministrazione o Giurisprudenza la percentuale varia da 85% a 81%. Scende, invece, la cifra per i giovani laureati in materie umanistiche, scienze sociali, giornalismo etc, dove si arriva al 76%. Il report ha messo in luce che nei paesi OCSE chi ha una laurea nel corso della vita lavorativa, guadagna il doppio di chi non ce l’ha.

Quanto guadagna un laureato secondo i dati OCSE

I dati Istat confermano che nel 2021, nella fascia di età 20-64 anni, il tasso di occupazione per chi ha una laurea arriva al 79,2% contro il 65,2% di chi ha il diploma. Quanto guadagna un laureato? Ovviamente non c’è una risposta univoca. Il report ha messo in luce che la retribuzione mensile nel 2021, ad un anno dalla laurea è pari a 1.340 euro per i laureati di primo livello e di 1.407 euro per i laureati di secondo livello. Stipendio che sale a 5 anni dal conseguimento del titolo. Insomma, nonostante il periodo non facile è sempre meglio avere una laurea piuttosto che non averla.

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