Le 10 auto più brutte dal 2000 ad oggi, ecco i modelli peggiori venduti

Classifica delle auto più brutte dal 2000 ad oggi secondo il Corriere della Sera.

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Auto più brutte

La redazione Motori del Corriere della Sera ha pubblicato un’insolita classifica al contrario, proponendo agli automobilisti italiani la top 10 delle auto più brutte e peggiori vendute dal 2000 ad oggi. Probabilmente le nuove generazioni sposeranno l’elettrificazione prima del previsto, quindi sarà facile dimenticarsi di certi modelli che non avevano convinto fin dal giorno di lancio. Gli addetti ai lavori però faticheranno a scordarsi le recensioni negative espresse nel corso degli anni nei confronti di questo o quell’altro modello, e non tanto per una questione di motori, prestazioni, sicurezza, eccetera, quanto proprio per un fattore puramente estetico.

Classifica auto più brutte dal 2000 ad oggi secondo il Corriere della Sera

Ecco la top 10 al contrario delle auto più brutte commercializzate dalle case automobilistiche nel corso degli ultimi venti anni:

-Daihatsu Materia
-Fiat Tipo (prima generazione 1989)
-Fiat Multipla (1998)
-Dacia Logan (2004)
-Opel Ampera (2011)
-Renault Avantime (2001)
-Nissan Almera (1995)
-Lancia Thema (2011)
-Toyota Yaris Verso (2001)
-Chrysler PT Cruiser (2000).

La Fiat Multipla tra le auto peggiori vendute

Restando in casa nostra, Fiat figura per ben due volte in classifica, con la prima generazione della Tipo (uscita alla fine degli anni Ottanta) e con la Multipla, venduta a partire dalla fine degli anni Novanta. Alla Tipo, nata per prendere l’eredità della Ritmo, non viene perdonata un’imposizione stilistica definita essenziale e semplice dalla redazione Motori del Corriere della Sera. Ciò nonostante, riuscì a ottenere un ottimo successo tra gli automobilisti italiani, potendo contare su una grande abitabilità.

Un discorso analogo può essere fatto per la Fiat Multipla, che in questa classifica segue da vicino il primissimo modello di Fiat Punto. La Multipla è il risultato di una politica che in quegli anni era divisa tra esteti e visionari.

Se dal punto di vista della bellezza estetica non rappresentava un punto di riferimento, lo stesso non si può dire per originalità e innovazione portate dalla matita di Roberto Giolito.

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