Ipoglicemia, condizione pericolosa e che non riguarda solo i diabetici: cos’è, sintomi e rimedi

Si tratta di una condizione che non colpisce soltanto i diabetici: l’ipoglicemia può presentare sintomi molto decisi, ecco cos’è e quali i rimedi da mettere in campo.

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Si tratta di una condizione che non colpisce soltanto i diabetici: l’ipoglicemia può presentare sintomi molto decisi, ecco cos’è e quali i rimedi da mettere in campo.

Quando ci si ritrova dinanzi una situazione che può essere definita di ipoglicemia? Secondo la medicina attuale, si può parlare di questa condizione quando la cosiddetta glicemia ematica presenta un livello inferiore ai 55 mg/dl. Non si tratta, ovviamente, come sempre in medicina, di un valore assoluto e universale: molti sintomi connessi a questa condizione possono presentarsi anche quando la concentrazione è inferiore ai 70 mg/dl ed è importante sottolineare come l’ipoglicemia non sia un problema connesso esclusivamente al diabete (quando i pazienti sono trattati con insulina – sia per quanto concerne il tipo 1 sia per il tipo 2).

Esistono differenti gradi con differenti sintomi e pericolosità.

I diversi gradi dell’ipoglicemia: come riconoscerla

L’ipoglicemia presenta tre gradi di intensità:

  1. ipoglicemia di primo grado o grado lieve: si caratterizza per la comparsa di sintomi come il sudore e le palpitazioni – si tratta, ovviamente, di una condizione che può essere ancora affrontata senza rivolgersi a un medico,
  2. ipoglicemia di secondo grado o grado moderato: si caratterizza per l’aggiunta di altri sintomi, come una perenne debolezza e astenia e il comparire di una certa confusione mentale e
  3. ipoglicemia di terzo grado o grado forte: si caratterizza per un vero e proprio stato di alterazione mentale del paziente e, in questo caso, occorre un intervento medico molto tempestivo.

Se non si è affetti da diabete, come insorge l’ipoglicemia?

Come già sottolineato, l’ipoglicemia non è una condizione che riguarda soltanto i pazienti diabetici. I motivi per cui può insorgere sono di diversa natura:

  1. a seguito di un’attività fisica, anche se non particolarmente faticosa o a grande intensità (anche una lunga passeggiata all’aria aperta), soprattutto quando durante la giornata non si è consumata una quantità di cibo sufficiente e
  2. a seguito di assunzione di bevande alcoliche soprattutto se a stomaco vuoto.

Come affrontare l’ipoglicemia non severa?

Qualora si dovessero notare i primi sintomi dell’ipoglicemia – dalla sudorazione al batticuore passando per un’accresciuta irritabilità e un senso di fame – e non si avesse a disposizione il cosiddetto glucometro (che può essere acquistato anche online per poche decine di euro), occorre mettere in campo i seguenti rimedi:

  1. innanzitutto, intervenire con assunzione di zuccheri diretti, circa 15 grammi, che può essere sostituito con un paio di zollette o il miele (circa un cucchiaio da brodo), o un bicchiere contenuto di succo di frutta (circa 100 ml),
  2. in secondo luogo, occorre intervenire con l’assunzione di pane – circa 50 grammi – che può essere sostituito agevolmente con un pacchetto di cracker e
  3. infine, quando sono trascorsi circa 45 minuti, controllare con il glucometro che i valori della glicemia sono tornati normali.

Chiaramente, una persistenza dei sintomi deve condurre a un consulto con un medico.

Leggete anche: Diabete, c’è l’alimento perfetto per abbassare la glicemia già a colazione.

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