Influenza aviaria in Europa e in Italia: la più grande epidemia di sempre, quali rischi per la salute

Influenza aviaria in Europa e in Italia, è allarme per centinaia di focolai. Ma cosa si rischia?

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Influenza aviaria Europa

I timori sembrano non finire mai per le persone, quando quando si parla di salute. Dopo il covid-19, un’altra epidemia si sta per abbattere in Europa. Gli esperti hanno parlato chiaro: è arrivata un’epidemia di influenza aviaria senza precedenti che ha causato l’abbattimento di migliaia di uccelli. Negli ultimi tempi siamo stati un pò tutti abituati a leggere di virus ed epidemie di ogni tipo ma non si è mai abbastanza preparati davanti all’ennesimo allarme, che ogni volta ci mette davanti a timori e paure. L’influenza aviaria è molto pericolosa e minaccia anche la salute pubblica. L’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha parlato di una grave epidemia, la peggiore di sempre. Ad essere colpiti sono almeno 37 paesi, con 2.467 focolai identificati. E l’Italia è al secondo posto per i focolai, subito dietro alla Francia. Ne risultano almeno 317.

Influenza aviaria in Europa e in Italia, è allarme

L’Ecdc ha pubblicato anche delle linee guida che sottolineano come questi virus siano potenzialmente pericolosi per la salute pubblica perché anche l’uomo può essere infettato.

Un po ‘ come era successo con la pandemia di influenza H1N1 del 2009. Nonostante tutto, i rischi per la popolazione a causa dell’influenza aviaria rimangono bassi secondo la direttrice dell’Ecdc Andrea Ammon, la quale ha descritto alcuni casi sintomatici lievi a livello globale ma:

“Diversi gruppi di persone, principalmente quelli che lavorano nel settore animale, sono maggiormente a rischio di esposizione ad animali infetti.”

Ecco perché, secondo Ammon è fondamentale vigilare su questi gruppi e mantenere un tipo di approccio coordinato. L’Ecdc, a tal proposito, ha pubblicato delle linee guida con le possibili misure di sicurezza che si dovrebbero attuare negli ambienti a rischio.

A partire da una adeguata ventilazione e poi la prevenzione di aerosol e polvere, la separazione degli indumenti personali da quelli di lavoro etc.

Necessarie nuove linee guida

A quanto pare, l’emergenza aviaria continuerà ancora per molto. A differenza degli anni passati, infatti, il periodo estivo è stato ad alta patogenicità mentre in passato era proprio l’estate il periodo con un rallentamento di casi. Il virus ha raggiunto le colonie riproduttive di uccelli marini sulla costa nord atlantica provocando anche un’alta mortalità in Germania, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito.

Insomma, nonostante i rischi per l’uomo siano piuttosto bassi, la nuova epidemia di influenza aviaria che ha colpito l’Europa preoccupa. Soprattutto se pensiamo che molto spesso mangiamo carne e non sappiamo nemmeno da dove arriva di preciso. Ecco perché secondo Efsa andranno prese in considerazione strategie di prevenzione a lungo termine.

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