Influenza australiana e nuova ondata covid-19 entro Natale: 170 mila contagi al giorno, come difendersi

Influenza australiana record e nuova ondata covid-19 entro Natale, presto il picco.

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Febbre della Valle

Basta scambiare due chiacchiere con qualche conoscente per venire a sapere quante persone hanno l’influenza australiana o il covid-19 in questo periodo. C’è un vero e proprio boom, non solo a causa della nuova variante Cerberus, che sta provocando una nuova ondata covid-19, ma anche per l’influenza australiana, arrivata molto in anticipo rispetto alla normale tabella di marcia. I virologi hanno già avvertito che ci sarà un vero e proprio boom nelle prossime settimane. Tra chi si ammalerà di influenza australiana e chi di covid-19, si stimano 170mila casi al giorno. Di cui almeno 90 mila causate dal covid-19 e le restanti dal virus influenzale.

Influenza australiana record e nuova ondata covid-19 entro Natale, presto il picco

Negli ultimi anni mai era capitato un numero così alto di persone influenzate come quest’anno. L’influenza australiana è arrivata in anticipo rispetto e i numeri che si vedono adesso sono gli stessi che normalmente erano nella norma a gennaio o febbraio.

Insomma, stiamo vivendo un periodo in cui due virus stanno letteralmente diffondendosi tra la popolazione, colpendo soprattutto i bambini. Almeno nel caso dell’influenza australiana. Per gli esperti, Natale sarà il giorno decisivo. Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano, l’unico modo per proteggersi è vaccinarsi. E questo vale soprattutto per i fragili e gli anziani. Oltre alla vaccinazione contro l’influenza, i medici consigliano anche la quarta dose a chi non l’ha fatta o si trova ad almeno 3 mesi di distanza dall’infezione.

Ma andiamo per gradi. L’influenza australiana, almeno secondo le prime stime, si è ampiamente diffusa e si contano più di 700mila persone ammalate in una settimana.

Per la stagione autunno inverno, invece, gli esperti ipotizzano circa 6-7 milioni di casi, considerando che in Australia si è manifestata la peggiore ondata degli ultimi 5 anni.

Sintomi spesso simili

Al 27 novembre l’australiana ha già fatto 2 milioni e 552mila allettati in Italia e il motivo va ricercato della mancanza di difese immunitarie, come ha spiegato Pregliasco:

“Questa partenza razzo è legata al fatto che per due anni, mentre eravamo impegnati sul fronte Covid, non ci sono state infezioni che abbiano rinforzato le difese immunitarie. Questo virus ha già colpito i più piccoli, nella fascia 0-4 anni, e ora si sta diffondendo ai loro familiari. “

L’influenza australiana, insomma, sta dando filo da torcere. Ma anche il covid-19 non è da meno e secondo gli esperti proprio nel periodo vicino a Natale si potrebbe arrivare al picco con 90 mila casi al giorno solo per il coronavirus. Una diffusione che potrebbe avere il via libera stando molto nei locali al chiuso. Il timore maggiore per i virologi è di una sovrapposizione di virus, che porta molte persone a farsi il tampone per escludere prima il covid-19.

Come avevamo visto, infatti, non è facile distinguere i sintomi del covid da quelli dell’influenza. Nel caso delle nuove varianti Cerberus e Gryphon, risulterebbero più acuti sintomi come mal di testa e tosse, ma ci sono anche altri sintomi. Basti pensare a mal di gola, naso chiuso, dolori muscolari, vomito e diarrea, febbre anche alta, stanchezza. Sintomi che possono presentarsi sia in caso di covid-19 che nel caso dell’influenza australiana. Anche secondo l’OMS l’unico modo per evitare complicazione è vaccinarsi.

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