'Il vaccino Covid universale che potrebbe salvare il mondo, ultime scoperte

Il vaccino Covid universale che potrebbe salvare il mondo, ultime scoperte dei ricercatori

Il vaccino Covid universale che potrebbe salvare il mondo, che cosa sappiamo ad oggi.

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A marzo dovrebbero uscire i vaccini aggiornati contro la variante Omicron ma lo scopo è quello di creare un vaccino universale, in grado di proteggere da tutte le varianti e che riesca a reggere per più tempo la protezione.

Il vaccino Covid universale che potrebbe salvare il mondo, che cosa sappiamo ad oggi

I vaccini esistenti, infatti, sono quelli progettati contro la variante originale del Covid-19, quella di Wuhan, mentre la scienza sta correndo per svilupparne uno universale. Già lo scorso 11 gennaio, il consulente medico della Casa Bianca Anthony Fauci, aveva parlato degli sforzi che la scienza sta facendo per progettare un vaccino per tutte le varianti e così non rincorrere ogni volta quelle che arrivano:

«Ci vorranno anni affinché questi vaccini vengano sviluppati, ma sono necessari approcci innovativi per indurre una protezione ampia e duratura contro i coronavirus noti e quelli ancora sconosciuti»

Stanziati 1,2 miliardi di dollari

Per arrivare a ciò, la NIAID (National Institute of Allergies and Infectious Diseases), ha stanziato 1,2 miliardi di dollari in ricerche per i vaccini contro il covid, anche se non è per adesso che sarà possibile vedere i frutti. Secondo una ricerca della Duke University, sembra che i vaccini universali abbiano un’efficacia del 100% contro i coronavirus condotti su esseri viventi diversi simili agli umani.

Secondo il direttore Kevin Saunders, il lavoro legato ai vaccini universali, si sono concentrati su un elemento in grado di trovare una parte del virus:
Quello che cerchiamo di fare è prendere di mira una parte specifica del virus, il suo “tallone d’Achille” ha detto durante un’intervista alla Cnn. Il Walter Reed Army Institute of Research già a dicembre ha annunciato di stare lavorando su un farmaco che dovrebbe garantire una risposta più ampia contro le varianti SARS-CoV-2, ma per ora è stata completata la prima fase degli studi clinici a cui hanno partecipato 72 persone.

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