Il vaccino anti Covid riduce ospedalizzazioni e rischio morte ma non frena il contagio secondo questa ricerca

Vaccino anti covid, riduce ospedalizzazioni e rischio morte ma non frena il contagio secondo studio.

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Nuovo vaccino covid quarta dose

Nonostante le riaperture dal 1 aprile e l’addio alle mascherine dal prossimo 1 maggio, i contagi a causa della variante Omicron 2 continuano a crescere, una nuova ricerca sulle acque reflue, dove il virus è stato trovato, apre nuovi scenari legati anche al vaccino.

Vaccino anti covid, riduce ospedalizzazioni e rischio morte ma non frena il contagio secondo studio

Secondo una ricerca, condotta dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs e dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con Regione Lombardia e appena pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Jama, nelle acque reflue di Milano la predsenza del virus a novembre 2021 era la stessa dell’anno precedente.

Dunque la carica virale presente a novembre 2021 è la stessa presente a novembre 202o nonostante il numero di positivi fosse molto inferiore.

Le analisi, condotte per merito di un metodo che può misurare la concentrazione del virus nelle acque reflue presso l’Università Statale di Milano, avevano messo in luce che le persone infette dal virus possono espellerlo con le feci anche se non hanno sintomi.

Lo studio sulle acque reflue

Per monitorare l’andamento del virus viene usato un metodo chiamato “epidemiologia delle acque reflue“.Secondo Laura Pellegrinelli ricercatrice l’Università Statale di Milano: “La messa in campo di questo nuovo approccio alla sorveglianza di sars-cov-2 ci permette di avere un vantaggio sul virus, prevedendone la circolazione massiccia con ben due settimane di anticipo ed eventualmente intercettando l’introduzione di nuove varianti.” in più, come ha sottolineato la ricercatrice, la metodologia era stata usata per monitorare la diffusione del virus a livello regionale e nelle città lombarde.

E qui arriviamo al punto sui vaccini. Secobdo Giovanni Nattino, a capo dell’Unità di Inferenza causale in Epidemiologia del Mario Negri, i dati dimostrano che anche se il virus circola tra i vaccinati, i vaccini sono stati fondamentali per prevenire le forme sintomatiche e gravi.

Con ciò si vuole mettere in guardia chi non è vaccinato che il rischio di contrarre il virus è molto superiore rispetto “a quanto può essere ipotizzato sulla base del numero di casi positivi e ospedalizzati”.

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