Il patrimonio personale del Patriarca ortodosso di Mosca Kirill finisce nel mirino dell’Ue

Patrimonio patriarca russo finisce nel mirino della Ue, ecco che cosa sta succedendo.

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Patrimonio patriarca russo

Il patrimonio del patriarca russo Kirill è a rischio. La Commissione europea, per la prima volta, ha proposto di sanzionare un’autorità religiosa. Si tratta di una delle ipotesi che fanno parte del sesto pacchetto di misure di Bruxelles contro la Russia. A far discutere, erano state le dichiarazioni del Patriarca ortodosso di Mosca Kirill e la successiva benedizione alla guerra voluta da Putin:

“Non vogliamo combattere nessuno. La Russia non ha mai attaccato nessuno. È sorprendente che un Paese grande e potente non abbia mai attaccato nessuno, abbia solo difeso i suoi confini. Dio voglia che fino alla fine del secolo il nostro Paese sia così: forte, potente e allo stesso tempo amato da Dio”.

Patrimonio patriarca russo finisce nel mirino della Ue

Papa Bergoglio, al Corriere della Sera, ha spiegato di aver parlato 40 minuti con Kirill e di essersi fatto leggere tutte le giustificazioni e di avergli detto che non capiva nulla: “Il Patriarca non può trasformarsi nel chierichetto di Putin. Io avevo un incontro fissato con lui a Gerusalemme il 14 giugno. Sarebbe stato il nostro secondo faccia a faccia, niente a che vedere con la guerra. Ma adesso anche lui è d’accordo: fermiamoci, potrebbe essere un segnale ambiguo”.

Non si è fatta attendere la risposta della Chiesa Ortodossa alla Commissione Europea che vorrebbe sanzionare il Kirill, secondo cui bisogna essere estranei alla storia della Chiesa ortodossa russa per intimidire il suo clero e inserirli in alcune liste.

Fino a 4 miliardi il patrimonio di Kirill

A quanto pare, il patriarca russo avrebbe un patrimonio che supera i 4 miliardi di dollari, ma c’è chi insinua che la cifra potrebbe essere più alta. Secondo la giornalista Anne-Sylvie Sprenger, il patriarca avrebbe fatto fortuna negli anni 2000 quando era a capo degli Affari esteri del Patriarcato di Mosca e i miliardi potrebbero essere stati accumulati per merito delle esenzioni fiscali statali in riferimento al mercato della birra.

Possederebbe anche uno chalet in Svizzera e anche dei conti bancari. Quello che è certo, al momento, è che il Vaticano ha fatto vari tentativi per lavorare con il Patriarca per far fallire la guerra ma sono andati a vuoto.

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