Estate tabù per gli adolescenti che emulano gli hikikomori giapponesi

Hikikomori, starsene reclusi in casa anche per non mettersi a nudo con gli altri, nel vero senso della parola. Secondo esperti, c'è alla base anche una fobia del sesso.

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Hikikomori, starsene reclusi in casa anche per non mettersi a nudo con gli altri, nel vero senso della parola. Secondo esperti, c'è alla base anche una fobia del sesso.

Sta diventando sempre più famoso anche dalle nostre parti questo termine nipponico che riguarda i reclusi in casa. Stiamo parlando degli hikikomori. Il fenomeno sta prendendo piede anche in Italia, e la preoccupazione è tanta.

Hikikomori, d’estate il fenomeno peggiora

Come già detto in altre occasioni, le ragioni degli hikikomori giapponesi sono completamente diverse da quelle italiane, anche se probabilmente di base rimangono lo stesso senso di insicurezza e di rifiuto del mondo esterno.

Da noi in Italia però, e probabilmente in Europa in generale, il discorso si fa un po’ diverso soprattutto d’estate. Al rifiuto dei doveri imposti dalla società nipponica, gli italiani sovrappongono le insicurezze personali, e anche quelle fisiche possono giocare un ruolo decisivo.

Ecco perché l’estate diventa un momento importante del fenomeno almeno da noi in Italia. Sentire di avere un corpo non adatto al costume, ad esempio, spingerebbe gli adolescenti a rifiutare la giornata con gli amici al mare, e starsene invece chiusi in casa. Questo senso di insicurezza poi negli adolescenti, proprio perché soggetti ancora insicuri e complicati emotivamente, renderebbe il fenomeno ancora più pericoloso, spingendo sempre più il giovane a isolarsi dagli altri.

Secondo Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, docente presso il dipartimento di Psicologia dell’Università Bicocca di Milano, inoltre, gli hikikomori hanno in generale anche un rifiuto del sesso e della sessualità reale: “La fobia dello spogliarsi dipende dalla vergogna del proprio corpo e della sessualità. Noi adulti abbiamo sempre avuto una visione della sessualità condizionata dalla società sessofobica del passsato. Nelle nuove generazioni invece si è perso interesse nel sesso, a causa di una progressiva pornografizzazione: c’è più bisogno di sexthing più che dello scambio sessuale fisico vero e proprio”.

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