Embargo gas russo in Europa, chi lo vuole davvero e chi invece no

Si parla di embargo del gas russo dopo gli orrori di Bucha ma la Germania e l'Austria mettono un freno a questa ipotesi. E in Italia?

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Si parla di embargo del gas russo dopo gli orrori di Bucha ma la Germania e l’Austria mettono un freno a questa ipotesi. Intanto l’Unione Europea è pronta a discutere di altre sanzioni alla Russia che possano colpire il paese sotto il profilo economico.

L’embargo al gas russo

Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri di Kiev, chiede all’Europa nuove devastanti sanzioni per la Russia dopo gli orrori di Bucha come ad esempio l’embargo sul gas, il carbone ed il petrolio. Tale tema entra nel dibattito italiano con Enrico Letta che su twitter scrive in inglese “How many #Bucha before we move to a full oil and gas Russia embargo? Time is over“. Esattamente “quante Bucha prima di muoversi verso un pieno embargo di petrolio e gas russo?” Tale uscita ha raccolto il consenso di Casini mentre il governo vuole discutere di nuove sanzioni soltanto con l’Europa. L’ipotesi di uno stop delle importazioni energetiche da Mosca al momento sarebbe voluta soltanto dalla Lituania nella Ue e da Usa e Gran Bretagna fuori la Ue. Il segretario del Pd, comunque, parlava di stop al petrolio e gas russo già il 10 marzo 2022. Diceva infatti che se ciò non avverrà i nostri soldi verranno usati per gli armamenti e dopo le immagini di Bucha è tornato sull’argomento chiedendo l’embargo esplicito sul gas russo.

Embargo gas russo: cosa potrebbe succedere in Italia

Sul blocco del gas, però, l’Italia resta prudente anche se non mette alcun veto. Qualora si verificasse tale ipotesi, il ministro Cingolani comunica ai microfoni di 24 Mattino su Radio24 che i primi mesi non sarebbero critici. Il motivo è che l’Italia ha riserve sufficienti seppure non elevatissime per affrontare i prossimi mesi. Si dovrà però essere bravi ad accelerare gli stoccaggi ovvero a preparare le riserve per il prossimo inverno. Anche Patuanelli, ministro delle Politiche Agricole, in un’intervista al LaStampa ha definito la strada dell’embargo percorribile.

Questo perché stiamo andando incontro all’estate che è una stagione in cui si utilizza meno gas. I paesi europei, però, dovrebbero aiutarsi l’uno con l’altro agevolando chi ha più danni dalle sanzioni o dall’embargo.
Intanto Christian Lindner (ministro dell’Economia tedesco), il cancelliere Scholz e la ministra degli esteri Baerbock comunicano che discuteranno oggi su come inasprire ancor più le sanzioni. Berlino ha però già detto il primo no. La nazione vuole essere meno dipendente dalle importazioni di energia dalla Russia in breve tempo ma al momento togliere il gas non è un’opzione possibile.
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