Elezioni amministrative 2022 e referendum: quando e dove si vota

C'è la data per l'election day sia per le elezioni amministrative che per i 5 referendum sulla giustizia: ecco quando e dove si voterà.

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Elezioni politiche

Arriva la data per le elezioni amministrative e per i 5 referendum sulla giustizia. Ricordiamo che quelli ammessi dalla Corte Costituzionale sono la riforma del Csm, l’abolizione della Legge Severino e i limiti agli abusi della custodia cautelare. Inoltre la separazione delle funzioni dei magistrati e la loro giusta valutazione.

Quando si vota e dove per le elezioni amministrative e i referendum

Il 12 giugno 2022 è la data dell’election day sia per le elezioni amministrative che per i 5 referendum sulla giustizia. I ballottaggi delle comunali ci saranno invece il 26 giugno. Per le elezioni potranno votare otto milioni e mezzo di cittadini in quanto si rinnoveranno i sindaci in 892 comuni e 22 capoluoghi di provincia. Questi ultimi sono ad esempio Alessandria, Belluno, Como, La Spezia, Lucca, Messina, Monza, Oristano, Padova, Parma, Taranto e Verona. Si voterà poi in 4 capoluoghi di regione ovvero Genova, Palermo, L’Aquila e Catanzaro.

Elezioni amministrative e Referendum

L’election day è stata chiesta a gran voce da Fratelli d’Italia e Lega e ad essi si sono aggiunti poi anche tutti gli altri partiti. Il motivo è stato ovviamente quello di evitare la chiusura delle scuole per ben due volte, il risparmio delle spese amministrative per i seggi ed inoltre la maggiore possibilità di arrivare al quorum. Salvini è felice per tale decisione in quanto con l’accorpamento si risparmieranno, sottolinea, circa duecento milioni di euro. Il leader della Lega ha anche comunicato che chiederà che i soldi risparmiati vengano utilizzati per tagliare ulteriormente i costi delle bollette e della benzina.
Per l’accorpamento dichiara soddisfazione anche il M5s. Vittoria Baldino, il capogruppo in commissione Affari costituzionali alla Camera, sottolinea infatti che così non si dovrà tornare alle urne più volte.

La Baldino però chiede anche che venga data la possibilità di votare ai fuorisede mediante voto elettronico e che si porti avanti l’iter per il cambio della legge elettorale. Con quest’ultimo ci sarebbe un modello proporzionale con lo sbarramento al 5%.
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