Dalla guerra in Ucraina alla pace, per il cessate il fuoco ci sono questi tre giorni cruciali

Oggi riprendono i negoziati di pace tra la Russia e l'Ucraina per il cessate il fuoco. Ci attendono tre giorni cruciali in Turchia ad Instabul.

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Oggi riprendono i negoziati di pace tra la Russia e l’Ucraina per il cessate il fuoco. Intanto, come riporta Sky News, Volodymyr Zelensky nel suo discorso notturno ha comunicato che la priorità dell’Ucraina in merito ai trattati sarà l’integrità territoriale e la sovranità. Ai giornalisti russi indipendenti ha anche detto che il suo governo starebbe considerando la possibilità di dichiarare la neutralità ed offrire garanzie di sicurezza alla Russia. Quindi anche l’Ucraina libera dal nucleare.

Negoziati di pace tra Russia ed Ucraina

Oggi riprendono i colloqui per la pace tra Russia e Ucraina che potrebbero essere quelli decisivi. La novità principale è che non saranno in video conferenza ma in presenza tra le delegazioni e non più in Bielorussia bensì in Turchia, esattamente ad Istanbul. Ciò è quanto ha dichiarato David Arahamya che è un membro della delegazione ucraina. Nella giornata di ieri, Erdogan ha anche sentito Putin in vista dei negoziati di oggi sottolineando l’importanza del cessate il fuoco e dei migliori delle condizioni umanitarie dopo l’invasione dell’Ucraina.
I nuovi negoziati che partiranno oggi non dureranno un giorno bensì tre in quanto si andrà avanti fino al 30 marzo. Nella giornata odierna, poi, con tutta probabilità, ci sarà un semplice colloquio prima della trattativa vera e propria. Vladimir Medinsky, il capo negoziatore russo, ha infatti spiegato che i negoziati veri e propri ci saranno domani ed il 30 marzo.
In merito alle richieste dell’Ucraina alla Russia, Erdogan comunica che la settimana scorsa su 4 dei 6 punti sembra esserci stata intesa. In primis non ci sarà adesione alla Nato e poi pare che Zelensky abbia anche accettato il riconoscimento della lingua russa in Ucraina. Per quanto concerne il disarmo ( terzo punto) spiega Erdogan che Kiev non accetterà di restare del tutto disarmata ma è pronta a fare delle concessioni.

Il quarto punto è quello della sicurezza collettiva e anche su di esso, il presidente turco spiega che Zelensky si è mostrato collaborativo. Non lo è stato invece sullo status di Crimea e di DonBass anche se è stato indetto un referendum proprio su quest’ultimo.
In merito alla posizione della Turchia, Erdogan ribadisce di non accettare l’invasione e ha aggiunto che potrebbe incontrare Putin nei prossimi giorni e fare il punto. Ha inoltre comunicato di volergli chiedere di poter essere il mediatore delle prossime mosse verso la pace.
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