Covid-19 e raffreddore: il modo di trasmissione è simile ma come distinguerli?

Come distinguere raffreddore e Covid-19: il modo in cui c'è trasmissione è la medesima ed anche alcuni sintomi.

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Come distinguere raffreddore e Covid-19: il modo in cui c'è trasmissione è la medesima ed anche alcuni sintomi.

Stiamo andando incontro alla stagione invernale in cui farà la sua comparsa una delle infezioni più comuni delle vie respiratorie. Parliamo del raffreddore i cui sintomi principali sono il mal di gola, la congestione, il naso chiuso e gli starnuti. La paura però è quella che non si tratti di semplice raffreddore ma di Covid-19 in quanto la modalità di trasmissione è la medesima.

Come distinguere raffreddore e Covid-19

La trasmissione del raffreddore ricorda molto quella del Covid-19: contatto non voluto con le secrezioni nasali di una persona infetta mediante starnuti per via aerea e con residui di muco che resta sulle mani. Quindi così come il Covid-19 anche il raffreddore si può contrarre nei mezzi pubblici, a scuola, sul posto di lavoro per cui igienizzare correttamente le mani sarà un valido strumento di prevenzione.

Il periodo di incubazione del raffreddore è breve rispetto ad altre infezioni: di solito due giorni ma i sintomi restano anche fino a 10 giorni e la sintomatologia si può evolvere nel corso dell’infezione portando ad esempio anche all’infiammazione della gola. L’infezione però non è sistemica ma interessa a livello locale le prime vie respiratorie e per questo di solito non porta febbre come accade invece con l’influenza.

I sintomi più comuni di Covid-19, come spiega il Ministero della Salute, sono la febbre sopra i 37,5°C e brividi, una tosse recente, difficoltà respiratorie,  la perdita improvvisa dell’olfatto o la diminuzione dell’olfatto, la perdita o l’alterazione del gusto, il raffreddore o il naso che cola, il mal di gola e la diarrea (soprattutto nei bambini).

Il noto virologo Fabrizio Pregliasco in merito alla sintomatolgia del Covid-19 comunica quanto segue:

“c’è febbre sopra i 37.5°C, tosse, mal di gola, raffreddore, difficoltà respiratorie.

Tuttavia può portare anche a perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o anche solo diminuzione (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o anche alterazione (disgeusia), sintomi tipici e non legati all’influenza stagionale”.

Se non c’è febbre non bisogna allarmarsi ma se sale meglio rivolgersi al medico o al pediatra.

Come difendersi dal raffreddore

Uno studio recente scientifico (metanalisi) condotto dall’Università di Firenze ha individuato nel ginseng un valido alleato contro il raffreddore stagionale. Per chi non lo sapesse si tratta di una pianta che viene dalla Cina ed ha un alto contenuto di vitamine del gruppo B, di fitosteroli, polisaccaridi e ginsenocidi. Assumere costantemente le radici di ginseng per 8-16 settimane può ridurre l’incidenza del raffreddore e diminuire di circa 3 giorni la durata dei sintomi.

In ogni per prevenire il raffreddore tra le regole d’oro, segnaliamo il lavaggio costante delle mani ed evitare di riutilizzare più volte lo stesso fazzoletto. Anche l’areazione costante della casa aiuterà a limitare la permanenza di eventuali particelle virali nell’aria. Per evitare di contrarre il raffreddore, poi, un’altra regola d’oro sarà quella di evitare gli sbalzi di temperatura e di agire subito qualora compaiano i primi sintomi come l’incremento di muco ed i primi starnuti.

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