Cosa ci guadagnano i no vax? Ecco gli introiti che girano dietro le fake news su Covid e vaccini

Cosa ci guadagnano i no vax con le loro fake news?

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È una domanda che molti si sono fatti, cosa ci guadagnano i no vax? A che serve pubblicare fake news? C’è per caso un giro di affari dietro? La risposta, naturalmente, è sì. Come in tutte le cose, in realtà anche in questo caso c’è un vantaggio economico ad animare i protagonisti della vicenda. Scopriamo quindi come funziona.

No vax, quanto si guadagna dalle fake news?

Una precisazione è doverosa, nei no vax c’è da distinguere tra quelli che assimilano le notizie e si fomentano contro i vaccini, e questi sono indubbiamente in buona fede, sono semplicemente persone come tutti, che leggono sul web, si informano, ma purtroppo lo fanno dalle fonti sbagliate, o magari non hanno mezzi per comparare le ricerche ottenute. Dall’altra parte abbiamo invece coloro che fomentano questa massa, ossia gli stessi autori delle fake news in questione, ed è proprio questa speciale elite di truffatori che ottiene tutti i guadagni possibili da un’attività illecita come questa.

Di recente, il rapporto del CCDH ha individuato e svelato i 12 personaggi che muovono i fili delle fake news. Si tratta quindi di una ristretta elite, proprio paradossalmente quel che infondo da sempre i complottisti alla QAnon sostengono, ossia che ci siano delle poche persone che controllano il mondo attraverso un nuovo ordine mondiale. La realtà dunque ci dice che è esattamente il contrario, ossia 12 soggetti, tra questi anche Robert F. Kennedy Jr, erede dei Kennedy, che controlla attraverso le proprie fake news una comunità di ben 62 milioni di seguaci.

No vax e complottisti, il giro d’affari

Sui social sono state individuate le fonti del complotto, 12 personaggi, pseudo truffatori, che spacciano false informazioni, le quali sempre attraverso i social riescono a raggiungere una community di circa 62 milioni di persone.

Si parla di un giro di affari di oltre 36 milioni di dollari all’anno. Per fare qualche altro nome, possiamo citare Barbara Loe Fisher della National Vaccine Information Center, associazione ben ramificata nel mondo che ha influenza anche tra la comunità no vax italiana. Il guadagno annuo della Leo Fisher è di 55.950 dollari l’anno, non una cifra esorbitante, indubbiamente. È inquietante però che la sua associazione, ha raccolto ben 850 mila dollari di fondi federali dalla vicenda Coronavirus, attraverso una serie di manovre che hanno visto coinvolti diversi gruppi antivaccinisti.

Su Facebook, i gruppi presentano dai 2500 ai 235 mila iscritti. Si parla di 10 mila post generati al mese, ma spesso non sono post come tutti gli altri, bensì studiati a tavolino da esperti di marketing e pubblicizzati da noti influencer. Anche in questo caso il giro di affari è tutto economico, e proprio di recente c’è stata la denuncia di due influencer i quali erano stati contattati per gettare fango su Pfizer con dati falsi. Purtroppo, l’ombra delle fake news si cala anche sulle big tech, si parla di un guadagno di 1,1 miliardi di dollari all’anno per i colossi della tecnologia attraverso la cattiva informazione. Ebbene sì, nonostante la lotta alle fake news, portata avanti, ad esempio, da Facebook, infondo le inserzioni dei no vax generano un loro profitto.

Facciamo l’esempio di YouTube, il portale dei video guadagna tanto da quel che viene caricato. Le pubblicità fruttano ai no vax e altri complottari ben 388.972, ossia il 55% degli introiti. Il restante 45% però, quindi ben 318.250 dollari, va tutto nelle tasche della piattaforma, che quindi non ha certo interesse a rimuovere tali video dal suo servizio.

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