Addio allo Spid, il nuovo piano del Governo sulla carta di identità elettronica: cosa potrebbe cambiare

Spid addio e spazio alla carta di identità elettronica.

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Spids carta di identità elettronica

Presto dovremo dire addio allo Spid? Il nuovo Governo Meloni ha messo in dubbio il noto sistema di identità digitale, molto usato per entrare nei servizi della Pubblica amministrazione. Durante la Festa per i dieci anni di Fratelli d’Italia, è stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti ad anticipare un cambiamento. Butti ha dichiarato che è arrivato il momento di spegnere lo Spid e promuovere la carta d’identità elettronica “ come unica identità digitale, nazionale e gestita dallo Stato”. Ma che cosa vuole fare di preciso il Governo? Davvero lo Spid sparirà?

Spid addio e spazio alla carta di identità elettronica

Va detto che negli ultimi anni la diffusione dello Spid è cresciuta molto, anche grazie ai decreti che avevano dato l’opportunità di accesso a molti bonus tramite l’identità digitale. Solo lo scorso maggio, Vittorio Colao aveva festeggiato per i 30 milioni di cittadini con lo Spid, un vero e proprio traguardo.

A novembre, infatti, erano stati raggiunti gli obiettivi fissati per il 2024.
Ad oggi, i possessori di Spid sono 33.324.270 mentre quelli con la carta d’identità elettronica sono 31,3 milioni. I due sistemi, però, sono differenti. Infatti, mentre lo Spid promette un sistema di sicurezza di primo e secondo livello, il documento di identità elettronico garantisce anche una sicurezza fino al terzo livello. Un sistema di sicurezza oltretutto già fissato ’Europa per l’identità digitale europea, che dovrebbe prendere il via dal 2025. Si tratta di un’app in cui tutti i cittadini potranno caricare i propri documenti.

Le intenzioni del governo

In ogni caso le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti, hanno inizialmente creato una sorta di polemica.

In seguito una in una lettera al ‘Corriere della sera‘ ha cercato di spiegare le intenzioni del Governo. Il sottosegretario ha detto che non si vuole eliminare l’identità digitale ma puntare ad averne una nazionale e gestita dallo Stato. Quindi il Governo sta lavorando partendo da questa idea e prossimamente i primi esiti saranno comunicati.

Butti ha poi sottolineato che la Carta d’Identità Elettronica per alcuni aspetti è meglio dello Spid, anche se ad oggi paga, in alcuni casi, i tempi lunghi di rilascio in più i cittadini devono pagare “16,79 euro e recarsi fisicamente presso un ufficio comunale ed è ancora poco usabile da Pc e smartphone”. L’idea del governo, quindi, è quella di coinvolgere i fornitori di identità digitale e chiedere un supporto alla migrazione a CIE.

Le polemiche

Nel frattempo, Matteo Renzi e Marianna Madia hanno criticato la volontà del nuovo Governo di cercare di spegnere lo Spid chiedendosi il motivo per cui il governo ha così paura dell’innovazione:

“Si tratta di una innovazione del nostro Governo, che ci invidiano anche da altri Paesi europei, il governo torni indietro, si fermi prima di fare un’altra brutta figura”

Nei prossimi mesi, o forse prima, capiremo quali sono i progetti del Governo sullo Spid e la CIE.

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