Turisti truffati: dal cinema alla realtà. Protesta sulla tassa di soggiorno

Truffe a danno dei turisti: così l’Italia diventa un Paese da evitare per gli stranieri Tassa di soggiorno o tassa sulla disonestà?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Truffe a danno dei turisti: così l’Italia diventa un Paese da evitare per gli stranieri
Tassa di soggiorno o tassa sulla disonestà?

Totò nei panni del truffaldino che vuol vendere Fontana di Trevi ad un turista

Continuano le proteste per l’applicazione della tassa di soggiorno: l’obiezione maggiore degli operatori del settore è che questo tributo extra, sebbene non particolarmente incisivo sul costo di una vacanza, possa scoraggiare i turisti e spingerli a scegliere una destinazione diversa dall’Italia per le loro vacanze  (Tassa di soggiorno: come funziona l’imposta sul turismo).

Ma gli stessi operatori che pretendono dallo Stato un trattamento rispettoso per i turisti sono poi altrettanto zelanti e di principio quando si tratta direttamente di tutelare i propri guadagni?

 

Le truffe del cinema non sono solo film

La ben nota truffa ai turisti, tipica delle città più visitate d’Italia (numerosi i casi a Roma e Napoli) poteva essere divertente nei film di Totò o Alberto Sordi ma nella realtà è un danno per il turismo nazionale, oltre a presentare gli estremi per un illecito. Menù scritti appositamente per turisti (e con prezzi notevolmente gonfiati), richieste di denaro esagerate per gelati, corse in taxi e servizi turistici quali foto con i gladiatori o giri in carrozza non sono purtroppo solo leggende metropolitane. Solitamente i malcapitati accettano questo “trattamento” come parte dell’esperienza dell’italianità (e in ogni caso il nostro popolo non ne esce certamente bene), nei casi più evidenti di iniquità può esserci qualche accenno di protesta e delusione. Ma quando la truffa è macroscopica il caso diventa di pubblico dominio (fece scalpore nel 2009 la chiusura del celebre ristorante nel cuore di Roma, Il Passetto, a piazza Navona, per aver presentato un conto di 579 € più 115 di mancia ad una coppia di turisti giapponesi).

 

Venezia: giro in Gondola 400 euro

L’ultimo fatto di questo genere è avvenuto a Venezia: una coppia di turisti russi si è sentita chiedere 400 euro per un giro in gondola di un’ora scarsa (cinque volte quanto viene richiesto mediamente). I malcapitati hanno lasciato in fretta la città con grande disappunto, specificando di non voler più mettere piede nella laguna. L’accaduto è stato denunciato da una connazionale amica delle vittime, Dimitry e Olga Kurdyukov: Elena Barinova, che peraltro lavora come guida turistica, ha pubblicato su Facebook la notizia che presto ha fatto il giro del web. Il presidente dei gondolieri lagunari, Aldo Reato, ha chiarito che l’associazione è pronta al risarcimento e ad offrire un giro in gondola gratuito ai malcapitati e ha garantito  che verranno prontamente individuati i responsabili.

Forse per non allontanare i turisti ci vorrebbe una tassa sulla disonestà di alcuni italiani…

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Argomenti: Tassa di soggiorno