Tassa rifiuti esosa e multe autovelox, ecco come i Comuni fan cassa, è possibile fare ricorso?

I comuni stanno esagerando, aumentano la tassa rifiuti e le multe autovelox, solo per far cassa e a danno dei cittadini, è possibile fare ricorso?

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I comuni stanno esagerando, aumentano la tassa rifiuti e le multe autovelox, solo per far cassa e a danno dei cittadini, è possibile fare ricorso?

Tassa rifiuti e multe Autovelox: i Comuni stanno esagerando, tutto questo per far cassa a danno dei cittadini.
La settimana scorsa abbiamo parlato delle valanghe di multe Autovelox al solo scopo di far cassa da parte dei comuni. Il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, dice basta a tutto questo e lancia la rivolta: “Siamo pronti a fare ricorsi collettivi per costringere chi ha incassato in questo modo a restituire i soldi ai cittadini“.

Leggi l’articolo completo: Multe Autovelox e segnali nascosti, ecco come ci restituiranno i soldi.
Ma i Comuni non si fermano, oltre le multe anche la tassa sui rifiuti diventa sempre più esosa. Una recente sentenza della Cassazione, questa volta, ha dato ragione al cittadino e sanziona il Comune, vediamo in breve il caso.

Tassa rifiuti sempre più cara, il caso

La tassa sui rifiuti applicata dal Comune di Ceprano ad un artigiano pasticcere. Il Comune pretendeva di far pagare all’artigiano una tassa rifiuti quadruplicata per l’anno 2013 e successivi, rispetto al 2012.
Il comune applicava al pasticciere, una tassa rifiuti di oltre 2.000 euro, rispetto ai 400 euro che aveva pagato l’anno precedente, il 2012.
L’artigiano non ci sta e tramite il suo commercialista fa ricorso, inizia una lunga battaglia, che vede una prima sentenza della commissione tributaria provinciale che lo condanna al pagamento e alle spese. L’artigiano non si arrende e fa ricorso.

Motivazione e vincita del ricorso

In difesa a suo carico, l’artigiano dichiara che il Comune applica un regolamento carente, senza tenere conto dell’effettiva realtà economico-produttiva che opera sul territorio comunale.

Inoltre, dichiara che il Comune agisce al solo scopo di fare cassa operando la tassazione su percentuali e non considera il tipo di lavoro che viene svolto. Infatti, il pasticciere artigiano non somministra i prodotti del suo lavoro, ma si limita a venderli per asporto. La tassa dei rifiuti è stata calcolata su una maggiore superficie, senza rispettare neanche il consolidato principio sancito dall’Unione Europea in base al quale “chi inquina paga”.

La Commissione accetta il ricorso e ritiene fondata le argomentazioni dell’artigiano, dandogli piena ragione.
I Comuni non possono aggravare il carico fiscale su famiglie e imprese, bisogna trovare una regola che limiti il potere e, soprattutto, che le tasse per i rifiuti e le multe per la sicurezza degli automobilisti non diventino uno strumento per far soldi, a danno dei cittadini, come nel caso illustrato.

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