Tassa concessione governativa: info pagamento ed esempi

Ecco tutte le informazioni utili su chi deve pagare, su come pagare e cosa succede in caso di mancato pagamento della tassa di concessione governativa.

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Ecco tutte le informazioni utili su chi deve pagare, su come pagare e cosa succede in caso di mancato pagamento della tassa di concessione governativa.

La tassa di concessione amministrativa viene corrisposta allo Stato per poter beneficiare non solo di determinati atti amministrativi ma anche di concessioni, licenze ed altro. Essa consiste nel pagamento di una tassa in cambio di un servizio che viene fornito ed è una delle entrate maggiori dello Stato. Essa viene applicata in modi e con importi differenti ed un esempio di essa è il canone Rai o la tassa sugli abbonamenti di telefonia mobile. Ecco allora le informazioni su chi la deve pagare, su come si deve pagare e su cosa succede in caso di mancato pagamento.

Tassa concessione governativa: chi la deve pagare e come farlo

La tassa di concessione governativa deve essere pagata da tutti i soggetti privati per atti, licenze  e per tutti i casi previsti dalla normativa vigente. Ricordiamo che per privati si intendono non solo le singole persone ma anche le imprese. Tale tassa non deve essere pagata, invece, dalle cooperative sociali, dagli enti locali e da quelli di beneficenza e volontariato. Le cooperative edilizie, poi, devono pagarla ma hanno degli sconti.

La tassa di concessione governativa può essere pagata attraverso un versamento postale o bancario presentando il modello F23 ed inserendo la dicitura tributo 711T all’Agenzia delle Entrate, mediante l’acquisto di un contrassegno telematico che deve essere poi vidimato oppure mediante versamento postale su c.c. intestato. Quella per la telefonia, invece, va pagata alla singola compagnia telefonica che poi la paga allo Stato.

Tassa concessione governativa: che succede se non si paga

Se la tassa di concessione governativa non viene pagata , l’atto per il quale la tassa viene richiesta diviene nullo. Inoltre a ciò si aggiungono delle sanzioni amministrative pecuniarie qualora vengano riscontrati dei mancati pagamenti.

Ricordiamo che l’accertamento deve avvenire entro e non oltre tre anni dal pagamento mancante della tassa. Se si supera tale soglia, allora scatta in automatico la prescrizione. Qualora il contribuente abbia pagato tasse oltre il termine di decadenza dei tre anni potrà chiedere la restituzione di esse mentre non è ammesso, invece, il rimborso delle tasse straordinarie.

Tassa concessione governativa: esempi

Sicuramente la più famosa tassa di concessione governativa è quella sulla telefonia mobile. I possessori di un abbonamento telefonico, infatti, devono corrispondere mensilmente la quota fissa di 5,16 euro  (nel caso di un cliente privato) oppure di 12,91 (nel caso di clienti Business ovvero con Partita Iva).

La tassa deve essere pagata anche se si è iscritti ad un albo professionale oppure ad un elenco o a un registro che sia abilitante alla professione. Se si è iscritti a più albi essa va pagata soltanto una volta.

Infine anche la numeratura dei libri contabili e la vidimazione prevede il pagamento della tassa di concessione. Se l’azienda ha un capitale inferiore a 516.456 euro allora l’importo sarà di 300 euro se invece è superiore a tale cifra, la tassa sarà all’incirca di 516 euro.

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