Airbnb, non paga le tasse ma non è evasione: ecco perché

Airbnb dovrebbe pagare più tasse in Italia? Le polemiche non mancano ma al momento è tutto regolare

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Airbnb dovrebbe pagare più tasse in Italia? Le polemiche non mancano ma al momento è tutto regolare

Airbnb non paga le tasse? Sicuramente non abbastanza se si considera il volume di affari. Ma le accuse di evasione fiscale alla piattaforma non sono fondate e, a ben vedere , è tutto regolare. Ecco perché.

Chi è Airbnb e dove paga le tasse

La società leader nella sharing economy per gli alloggi conta su oltre 2 milioni annunci in 34 mila città e fa registrare una crescita esponenziale (con stime di fatturato fino a 6,1 miliardi di dollari entro il 2019). E l’Italia è proprio uno dei Paesi che maggiormente contribuiscono a questo business (terza al mondo per numero di case online). Ma cosa succede quando si fa una prenotazione su Aibnb?

Tasse Airbnb, perché non è evasione fiscale

Ogni volta che si effettua un pagamento sulla piattaforma Airbnb la transazione viene gestita dalle filiali estere con tassazione ridotta (Irlanda in primis). Per questo motivo il sito in Italia paga solo 45 mila euro. Attraverso Airbnb Ireland e Airbnb Payments UK, la società trattiene una commissione del 3% dai proprietari sul valore dell’affitto e una percentuale compresa tra il 6 e il 12% dagli ospiti (variabile in base alla durata del soggiorno).

Questo significa, in altre parole, che la società italiana serve solamente a fini di marketing per gli annunci: il capitale sociale di Airbnb Italia equivale a 10 mila euro e nel 2015 ha fatturato 1,5 milioni, con un utile netto di 63.150 euro.

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