Tasi e comodato gratuito 2016: registrazione contratto e costi

Come si registra il contratto di comodato d'uso gratuito per genitori e figli e quanto bisogna pagare per la registrazione?

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Come si registra il contratto di comodato d'uso gratuito per genitori e figli e quanto bisogna pagare per la registrazione?

Una delle novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 in riguardo a IMU e TASI prevede uno sconto del 50% sulle due imposte qualora l’immobile in oggetto sia dato in comodato d’uso gratuito a genitori o figli. Fino allo scorso anno l’assimilazione di tali immobili era a discrezione del Comune di ubicazione dell’immobile, a partire dal 1 gennaio 2016 sarà riconosciuto uno sconto direttamente dalla Legge di Stabilità 2016 del 50% a patto che si possiedano determinati requisiti.   I requisiti richiesti per lo sconto di Tasi e Imu sono:

  • che il contratto di comodato d’uso sia regolarmente registrato
  • che il proprietario dell’immobile possegga un solo immobile in Italia e che l’immobile concesso in comodato dia ubicato nello stesso Comune in cui dimori abitualmente
  • il beneficio è concesso anche quando il proprietario oltre all’immobile concesso in uso possegga un altro immobile che ha adibito ad abitazione principale.

 

Comodato d’uso, cosa cambia?

Il comodato gratuito di un immobile è un contratto con il quale è possibile consegnare un immobile gratuitamente a terzi con l’obbligo della restituzione a fine contratto. A differenza del contratto di affitto, il comodato d’uso concede l’immobile a titolo gratuito per cui non è previsto il pagamento di un canone di locazione mensile. Nelle prossime pagine vedremo come si registra il contratto di comodato d’uso gratuito e come si compilano i modelli necessari.  

Contratto comodato d’uso

A disciplinare tale tipo di contratto sono gli articoli 1803 e successivi del codice civile prevedendo la concessione a titolo gratuito dell’immobile alla persona che lo utilizzerà per un determinato periodo di tempo. Il titolare del diritto personale di godimento dell’immobile diventa il comodatario ma non acquisisce, con il contratto, alcun diritto di proprietà che rimane sempre e comunque del comodante (il proprietario).

 

Contratto di comodato d’uso e tasse: come va redatto?

Tale contratto può essere redatto in forma scritta o verbale tra proprietario e usufruttuario. La forma scritta del contratto prevede la registrazione all’Agenzia delle Entrate tramite il modello 69 per il quale è prevista anche il pagamento di un’imposta di registro. Anche se non è prevista alcuna forma di pagamento di IVA (non essendoci corresponsione di canone di locazione) il contratto per avere validità giuridica deve essere registrato e denunciato nella dichiarazione dei redditi dal proprietario. Questo per poter fruire del beneficio introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 che prevede lo sconto del 50% su Tasi e IMU per gli immobili concessi in comodato d’uso a genitori e figli. Per poter fruire dello sconto, quindi, il contratto di comodato d’uso deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate.  

Contratto comodato d’uso: registrazione

La registrazione del contratto va eseguita presso l’Agenzia delle Entrate anche se questo adempimento non è legalmente obbligatorio, le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 richiedono la registrazione del contratto per poter fruire dello sconto del 50% su Tasi e Imu.   Per registrare il contratto di comodato d’uso gratuito bisogna utilizzare il modello 69 e va versate la relativa imposta di registro di 200 euro con il modello F23 utilizzando il codice tributo 109T.   Il contratto, al momento della registrazione, va consegnato in 2 copie di cui una verrà trattenuta dall’Agenzia delle Entrate mentre l’altra sarà resa al proprietario. Al comodatario spetterà una fotocopia del contratto senza imposta di bollo. Per ogni 100 pagine del contratto va apposta una marca da bollo da 16 euro. Se il contratto di comodato d’uso prevede un tempo determinato, alla scadenza di tale periodo il contratto va rinnovato pagando di nuovo l’imposta di registro di 200 euro, se, invece, il contratto prevede un tempo indeterminato il rinnovo non occorre e l’imposta di registro va pagata soltanto la prima volta.

 

Modello 60: compilazione

Per registrare il contratto di comodato d’uso gratuito il proprietario deve compilare il modello 69 nel quale vanno indicati i seguenti dati:

  • Quadro A: vanno indicati i dati di chi richiede la registrazione del contratto, cioè il proprietario dell’immobile
  • Quadro B: in questo quadro vanno indicati i dati sia del proprietario che del comodatario, ovvero la persona cui viene concesso in uso gratuito l’immobile. Se il contratto viene stipulato tra parenti di linea retta (genitori e figli) bisogna compilare anche la riga sottostante.
  • Quadro D: in questa parte del modello 69 vanno indicati i dati relativi all’immobile indicando il codice del comune, i dati catastali, la visura catastale o l’atto di acquisto, il foglio, la particella ed eventualmente il subalterno.
  • Firma: il modello 69 va, quindi, firmato dal proprietario mentre le altre parti del modello saranno compilate dall’ufficio preposto.

 

Modello F23: pagamento imposta di registro, compilazione

Per il pagamento dell’imposta di registro è necessaria la compilazione del modello F23, ovvero il modello di pagamento necessario per il versamento dell’imposta di registro di 200 euro necessaria alla registrazione del contratto di comodato d’uso di un immobile.

  • Nella compilazione del modello F23 è necessario indicare i dati del comodante e del comodatario mentre al punto 6 del modello andrà indicato il codice ufficio.
  • Al punto 9 va indicata la causale RP.
  • Al punto 11 dovrà essere indicato il codice tributo 109T
  • Nella casella importo indicare la cifra 200 euro.
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