Superbonus 110, l’UE lo approva e spinge per l’applicazione alle imprese (documento ufficiale UE, raccomandazione agli Stati membri)

L'Unione Europea promuove il superbonus 110 e suggerisce all'Italia di estenderlo anche agli immobili d'impresa

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Quando scade il bonus 110: riepilogo per condomini, villette e altri tipi di abitazione

Interventi green a prova d’Europa. L’Unione europea promuove il superbonus e spinge l’Italia ad adottare misure che vadano oltre il periodo di applicazione dell’agevolazione e degli interventi contenuti nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, PNRR.

Secondo l’Unione Europea nuove misure per l’efficientamento energetico degli edifici devono essere estese anche alle imprese. Imprese che già ad oggi possono beneficiare dell’ecobonus e del sismabonus ordinario.

Ecco cosa suggerisce l’Unione Europea.

Il superbonus 110

Il superbonus 110 è una delle misure che di più ha fatto discutere negli ultimi mesi. Anche i partiti politici che gravitano all’interno della maggioranza di Governo sono in contrasto tra di loro sulla efficacia dell’agevolazione. Addirittura Draghi ha rilasciato delle dichiarazione piuttosto critiche in merito al superbonus. Si veda a tal fine, il nostro articolo Cessione del credito. Draghi lancia una bomba e il mercato andrà in tilt. Detto ciò, nonostante i continui cambiamenti normativi sul superbonus, soprattutto per quanto riguarda il meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito, la misura sta avendo un discreto successo.

I contribuenti hanno la possibilità di migliorare le prestazioni energetiche e antisismiche dei proprio immobili, senza spendere un euro. Non è sempre così, con la beffa del nuovo prezzario, però lo sconto in fattura e la cessione del credito permettono di monetizzare gran parte dei lavori effettuati.

Le raccomandazioni dell’Unione Europea

Nelle raccomandazioni di primavera, si veda il documento ufficiale del parere del consiglio UE sul programma di stabilità 2022 dell’Italia, il superbonus trova appieno il consenso dell’Unione Europea.

Nel documento si legge che:

l’ambizione dell’Italia di migliorare la prestazione energetica del suo parco immobiliare dovrebbe essere calibrata per poter proseguire al di là del periodo di riferimento del regime “Superbonus” e dei finanziamenti nel quadro del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

L’Europa suggerisce anche nuovi regimi di finanziamento per la ristrutturazione energetica degli edifici. Interventi che dovranno essere adeguatamente mirati a ristrutturazioni energetiche più profonde e al miglioramento degli edifici che presentano le prestazioni peggiori, nonché essere volti ad:

  • aiutare le famiglie a basso reddito,
  • includere misure di efficienza energetica più forti nelle imprese, in particolare nell’industria.

Dunque, va bene il superbonus, ma devono essere adottate delle misure ancora più incisive.

Ad ogni modo, al contrario dei pareri contrastanti all’interno del Governo, il superbonus ha la piena approvazione dell’Unione Europea.

Ulteriori suggerimenti riguardano gli interventi di installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche. “Per soddisfare il fabbisogno del parco elettrico che si prevede sarà in circolazione entro il 2025 è necessaria una maggiore ambizione in termini di diffusione dell’infrastruttura di ricarica al fine di raggiungere il numero previsto di punti di ricarica e di produzione di potenza”.

Vedremo in che modo l’Italia trasformerà in azioni le raccomandazioni fatte dall’Unione Europea.

 

 

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