Sospensione e revoca della pensione all’estero. Cosa c’è da sapere

I pensionati residenti all’estero che non hanno comunicato l’attestazione di esistenza in vita rischiano la sospensione della pensione.

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Sono molti i pensionati italiani che si trasferiscono ogni anno all’estero per godersi la pensione. L’Inps ne conta 326 mila per un totale di 1,37 miliardi di euro di assegni corrisposti fuori dai confini nazionali. Soldi che a volte sono pagati indebitamente perché il beneficiario è deceduto o scomparso.

Per questo ogni anno l’Inps dà corso alla campagna di esistenza in vita per accertarsi che il pensionato esiste veramente. Una procedura che spesso porta a numerose cancellazioni di pensioni ma anche a ritardi nei pagamenti. Soprattutto se si tratta di persone che hanno scelto di trasferirsi in un Paese lontano i cui scambi di informazioni con la madre patria sono difficoltosi.

Sospensione e revoca della pensione all’estero

L’Inps fa sapere che è da poco terminata la prima fase della campagna di accertamento esistenza in vita per i pensionati italiani all’estero. Si è infatti conclusa la prima fase di procedura di verifica che ogni anno l’Inps esegue nei confronti degli italiani che riscuotono la rendita oltre confine.

In particolare per gli italiani residenti in Europa, Africa, Oceania che entro il 12 gennaio 2023 hanno dovuto comunicare la loro esistenza in vita.

Chi non ha prodotto adeguata documentazione, come richiesto, rischia la sospensione e la revoca della pensione. Infatti, in caso di mancata restituzione di attestazione di esistenza in vita, la rata dell’asegno di febbraio 2023 sarà pagata in contanti solo presso le agenzie Western Union. Qualora non sia riscossa personalmente dal pensionato entro il 19 febbraio 2023 o comunque non viene restituita l’attestazione di esistenza in vita entro tale data, il pagamento della pensione sarà sospeso.

Censimento dei residenti all’estero

Ma come funziona la campagna di controllo e accertamento di esistenza in vita? Per assicurare la regolarità dei pagamenti, l’Inps si avvale, in fasi distinte, della collaborazione di Citibank, la banca che esegue i pagamenti delle pensioni all’estero.

Per la rilevazione di esistenza in vita dei cittadini italiani è necessario compilare i moduli ricevuti in tutte le sue parti i moduli inviati e produrre documentazione di supporto (fotocopia di un documento d’identità del pensionato con foto).

Bisognerà poi contattare il servizio di assistenza che Citibank rende disponibile ai pensionati. Il tutto sarà quindi supportato da una videochiamata. L’Inps e il Ministero degli Affari Esteri hanno condiviso un progetto che permette ai residenti all’estero di rapportarsi con gli uffici consolari tramite un servizio di videochiamata.

Il pensionato, dopo aver compilato il modello ricevuto da Citibank, lo dovrà trasmettere compilato, in copia, all’indirizzo di posta elettronica istituzionale dell’ufficio consolare del Paese di residenza. Questi contatterà poi il pensionato utilizzando l’indirizzo email tramite videochiamata, attraverso gli applicativi ad oggi più diffusi come ad esempio Skype, Zoom, Microsoft Teams, Webex o WhatsApp.

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