Rottamazione cartelle esattoriali, è possibile rinunciare anche se la domanda è stata accettata?

Rottamazione cartelle esattoriali, è possibile la rinuncia se la rata è troppo alta? È possibile estrapolare solo alcune cartelle? Analizziamo cosa prevede la normativa.

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Rottamazione cartelle esattoriali

La Rottamazione Ter delle cartelle esattoriali è scaduta il 30 aprile 2019, molti i contribuenti che hanno aderito. La definizione agevolata 2018 prevedeva di pagare l’importo del debito senza interessi e sanzioni in cinque anni in 18 rate. Le prime due rate di pagamento, previste dopo l’accettazione dell’Istanza da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, entro il 31 luglio e 30 novembre 2019, le successive spalmante nei quattro anni successivi.

La domanda che mi è stata posta in questi giorni dai lettori riguarda la possibilità di recedere dalla definizione.

È possibile rinunciare alla definizione agevolata?

1) Ho presentato domanda per la rottamazione ter se gli importi sono troppo alti da pagare posso all’ultimo momento non aderire a quest’ultima nonostante sia stata accettata la mia domanda? Grazie.

 2) Gentile Sig.ra, la presente per rappresentarle quanto segue: il giorno 24/04/2019 ho presentato l’adesione alla rottamazione ter per conto di mio suocero defunto, successivamente, mi sono accorto che una parte delle cartelle erano prescritte, posso apportare rettifiche alla richiesta. In caso negativo come mi regolo? Cordiali saluti.

La rinuncia è possibile ma ci sono delle conseguenze

Quando si aderisce alla definizione agevolata, chiamata “rottamazione ter”, che prevede la possibilità di fare pace con il Fisco, pagando il debito dovuto nelle cartelle esattoriali senza interessi e sanzioni, non è possibile effettuare una rinuncia formale.

La rinuncia alla rottamazione poteva essere presentata entro il termine di scadenza per la presentazione della definizione agevolata, quindi entro il 30 aprile 2019. Lo stesso vale se si vogliono togliere cartelle dalla definizione agevolata, anche se prescritte.

È possibile, in caso di esito positivo della definizione agevolata, non rispettare al pagamento delle rate, in questo modo si ha la rinuncia tacita. Questa è un’arma a doppio taglio, perché cadendo dall’agevolazione, l’agenzia delle Entrate provvederà alla riscossione immediata, chiedendo l’intero debito entro cinque giorni. Per maggiori informazioni consiglio di leggere: Pace fiscale con rottamazione ter e intimazione a pagare entro 5 giorni, le novità

Riassumendo, in entrambi i casi dei nostri lettori, consiglio di valutare la convenienza alla rinuncia della definizione agevolata, l’Agenzia delle Entrate procederà subito alla riscossione con intimazione al pagamento.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]
“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.
Non si forniscono risposte in privato.”

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