Ritenuta d’acconto: quando conviene per il pagamento di prestazioni lavorative?

Cosa è la ritenuta d'acconto e a chi conviene? Quando è possibile usarla come forma di retribuzione?

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Cosa è la ritenuta d'acconto e a chi conviene? Quando è possibile usarla come forma di retribuzione?

La ritenuta d’acconto è uno strumento di pagamento per le prestazioni lavorative occasionali che consente al committente di pagare la prestazione effettuata dal collaboratore non titolare di partita Iva.

Le prestazioni  occasionali che non superano un certo numero di giorni l’anno e il cui compenso  è pari o inferiore a 5.000 euro possono essere pagate con la ritenuta di acconto una forma di pagamento che conviene sicuramente più al lavoratore che al committente.

Il committente, infatti, per una prestazione occasionale con ritenuta d’acconto deve anticipare la ritenuta di acconto tramite F24, mentre il collaboratore, se non supera il compenso limite, non deve pagare contributi Inps anche se, al tempo stesso, non può accedere agli ammortizzatori sociali.

Quando conviene la ritenuta d’acconto?

La collaborazione occasionale con ritenuta d’acconto conviene quando si devono svolgere collaborazioni per brevi periodi e non si prevede di prestare altre collaborazioni con lo stesso committente o con altri committenti nello stesso settore.

Con la ritenuta d’acconto il committente paga il collaboratore che eseguito un lavoro occasionale come se questo fosse stato effettuato da un professionista titolare di partita Iva. La natura del rapporto tra committente e collaboratore, però, deve essere occasionale e non si deve instaurare un rapporto lavorativo di tipo subordinato poichè in questo caso scatterebbe l’obbligo di instaurare un contratto a tempo indeterminato e le sanzioni per il committente.

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