Riposo settimanale saltato: il dipendente deve essere risarcito

Il riposo settimanale compensativo è un diritto di ogni lavoratore: se tale diritto viene a mancare si ha diritto ad un risarcimento monetario.

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Ogni lavoratore ha diritto al giorno di riposo settimanale. Se un lavoratore viene impiegato presso la propria azienda per più di 6 giorni consecutivi, saltando il riposo settimanale, può richiedere al proprio datore di lavoro un risarcimento per danni da usura psico-fisica.

Per ottenere il risarcimento monetario il lavoratore deve essere in grado di dimostrare di aver subito il danno che deve essere ricollegato al mancato riposo. Inoltre va anche dimostrato che il mancato riposo non è derivato dal consenso del lavoratore o dalla sua richiesta di lavorare durante i giorni di riposo.

A stabilirlo una sentenza della Corte di Cassazione che riguardava le vicende di un medico dirigente di un’Azienda Sanitaria sottoposto a turni usuranti che lo portavo spesso a saltare il proprio riposo settimanale.

Tutti i contratti di lavoro, così come ricorda la Suprema Corte, devono prevedere il riposo compensativo, volto a ripristinare l’energia psico-fisica che permetterà di effettuare i seguenti giorni lavorativi che separano il lavoratore dal prossimo riposo.

Quasi sempre il riposo cade di domenica ma il riposo compensativo non deve essere necessariamente domenicale, può riguardare qualsiasi giorno della settimana.

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