Riforma Pa e concorsi pubblici: abolito voto minimo di laurea

Abolito il voto minimo di laurea come requisito d'accesso ai concorsi pubblici.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Abolito il voto minimo di laurea come requisito d'accesso ai concorsi pubblici.

Con la riforma della Pubblica amministrazione arriva anche l’accentramento dei concorsi pubblici a livello centrale. Inoltre si vedrà la soppressione del voto minimo di laurea e la valorizzazione del lavoro flessibile e il superamento delle piante organiche.   La riforma contenuta nella delega Pa al governo dovrà attuarsi entro 18 mesi. Il particolare importante della riforma riguarda i concorsi pubblici. Con la delega si avrà l’introduzione di meccanismi valutativi con lo scopo di valorizzare l’esperienza professionale acquisita dagli aspiranti ed in particolare i rapporti di lavoro flessibili avuti con la Pa.   Le modalità di espletamento dei concorsi e gli strumenti atti a garantire la riservatezza effettiva degli aspiranti per i temi d’esame. Cambiano anche le forme di preselezione per la composizione delle commissioni sono volte a garantirne l’imparzialità.   Cosa cambia quindi nei concorsi? Chi ha lavorato anche in forma precaria per le pubbliche amministrazioni potrà ottenere un ulteriore punteggio in sede di concorso volto a stabilizzare il rapporto di lavoro precario. Lo svolgimento dei concorsi dovrà essere effettuata in forma centralizzata e non aggregata in ambiti territoriali che siano abbastanza ampi da garantire una ampia partecipazione.     I criteri di valutazione dovranno essere uniformi allo scopo di garantire in tutto il territorio nazionale omogeneità qualitativa per funzioni equivalenti. Una novità importante è rappresentata dall’abolizione del voto minimo di laurea che non sarà più un requisito insieme all’accertamento della conoscenza della lingua inglese.

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Argomenti: Normativa e Prassi, Altri concorsi, Pubblica amministrazione

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