Revoca reddito di cittadinanza: chi rifiuta il lavoro rischia davvero? I centri per l’impiego raccontano la verità

A pena di revoca dell'RDC, il beneficiario è tenuto ad accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue

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A pena di revoca dell'RDC, il beneficiario è tenuto ad accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue

A pena di revoca dell’RDC, il beneficiario è tenuto ad accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue. In caso di rinnovo del beneficio deve essere accettata, la prima offerta utile di lavoro congrua.

Quando un’offerta è congrua? C’è la revoca dell’RDC se il percettore si rifiuta di lavorare?

Il reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è disciplinato dal D.L. 4/2019 e ss.mm.ii. Decreto che fissa i requisiti di accesso alla misura di sostegno per le famiglie in difficoltà economica.

Ad esempio, il nucleo familiare deve essere in possesso di un ISEE inferiore a 9.360 euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni); un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro; ecc.

Revoca reddito di cittadinanza: chi rifiuta il lavoro rischia davvero?

In base a quanto riportato sul sito dell’INPS, la revoca dell’RDC si ha per:

  • venire meno di uno dei requisiti economici in corso di godimento della prestazione e
  • in ipotesi di violazione degli obblighi di comunicazione in carico al richiedente.

Inoltre, sono previsti ulteriori casi di revoca o comunque impedimenti temporanei alla presentazione di una nuova domanda. Ciò avviene in caso di violazione degli obblighi legati alla sottoscrizione del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale o in caso di presentazione di DSU non veritiere.

Il patto per il lavoro e il concetto di offerta congrua

Sulla sottoscrizione del patto di lavoro, a pena di revoca dell’RDC, il beneficiario è tenuto ad accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue (articolo 25 del decreto legislativo n. 150 del 2015 e ss.mm.ii e art.4 comma 9 D.L.4/2019). In caso di rinnovo del beneficio RDC, deve essere accettata la prima offerta utile di lavoro congrua.

La congruita’ dell’offerta di lavoro e’ definita anche con riferimento alla durata di fruizione del beneficio del Rdc e al numero di offerte rifiutate. Dunque, la norma c’è. Tuttavia la stessa norma si presta ad interpretazioni. Infatti i navigator dei Centri per l’impiego, che sarebbero tenuti a segnalare i percettori del RDC che rifiutano di lavorare, si scontrano con la difficile interpretazione del concetto di offerta congrua. Anche il meccanismo delle tre offerte di lavoro non è facilmente applicabile.

Molte volte basta rendersi irreperibili per un pò di tempo per scampare alla segnalazione di rifiuto di un’offerta di lavoro.

E’ chiaro che il reddito di cittadinanza debba essere rivisto. Soprattutto nel meccanismo che dovrebbe accompagnare il percettore nel mondo del lavoro.

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