Revisori legali, visto di conformità non solo per il 110

Entrati di diritti tra i professionisti ammessi a rilasciare il visto di conformità, i revisori legali per farlo devono chiedere autorizzazione alle Entrate

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Visto conformità bonus 110%: tutti i casi in cui non serve

I revisori legali, contro il parere dei commercialisti, entrano di diritto tra i soggetti che possono rilasciare il visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali dei contribuenti e non solo.

Il decreto – legge n. 146 del 2021 (collegato fiscale alla legge di bilancio 2022), infatti, allarga la platea degli intermediari che i contribuenti possono incaricare per l’invio della propria dichiarazione dei redditi, IVA, IRAP, ecc., includendovi anche i revisori legali.

Di conseguenza, ed implicitamente, la citata categoria di professionisti è ammessa a rilasciare il visto di conformità.

Revisori legali: i casi in cui rilasciano il visto di conformità

Il revisore legare che intende rilasciare visto di conformità non è automaticamente abilitato, in quanto per farlo deve inviare richiesta di autorizzazione all’Agenzia delle Entrate (vedi anche Bonus 110 con visto di conformità del revisore legale ecco come abilitarsi).

Inviata la richiesta ed ottenuta l’autorizzazione, questi, quindi potrà rilasciare successivamente il visto, ad esempio, per le seguente ipotesi previste a livello legislativo:

  • bonus 110, nel caso in cui il beneficiario opti, in luogo della detrazione fiscale, per lo sconto in fattura o per la cessione del credito
  • in caso di utilizzo in compensazione da parte del contribuente del credito IVA derivante dalla dichiarazione annuale o infrannuale (Modello IVA TR) per importi superiori a 5.000 euro annui
  • nel caso di utilizzo in compensazione da parte del contribuente di crediti riguardanti le imposte sui redditi e relative addizionali, le ritenute alla fonte, le imposte sostitutive delle imposte sul reddito e l’imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a 5.000 euro annui
  • quando il contribuente chiede a rimborso crediti IVA per importi superiori a 30.000 euro.

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