Regime forfettario: alcuni potrebbero pagare acconti maggiorati già dal prossimo 20 luglio

Il contribuente in regime forfettario potrebbe trovarsi a versare acconti 2021 in misura maggiore rispetto allo scorso anno

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Il contribuente in regime forfettario potrebbe trovarsi a versare acconti 2021 in misura maggiore rispetto allo scorso anno

I contribuenti in regime forfettario in fase di start-up possono beneficiare di un’aliquota di tassazione pari al 5%. L’aliquota agevolata è applicabile per 5 anni dopodiché la tassazione si triplica e passa al 15%. Nel passaggio dal 5% al 15% è importante stare attenti al calcolo degli acconti d’imposta che potrebbero essere dovuti sulla base dell’aliquota maggiorata.

La proroga dei versamenti al 20 luglio

Con un comunicato stampa pubblicato nella giornata di ieri il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato la proroga al 20 luglio dei termini dei versamenti del saldo 2020 e del primo acconto 2021 ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva. La proroga riguarda i contribuenti interessati dall’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità (Isa), compresi quelli che aderiscono al regime forfettario.

Dunque,  slitta al 20 luglio il termine di versamento del saldo 2020 e del primo acconto 2021, in precedenza, in scadenza il 30 giugno. Il pagamento al 20 luglio è effettuato senza pagamento di interessi.

Regime forfetario: acconti maggiorati nel passaggio dal 5% al 15%

La proroga al 20 luglio riguarda anche i contribuenti in regime forfettario.

I contribuenti in regime forfettario in fase di start-up possono beneficiare di un’aliquota di tassazione pari al 5%.

Per poter beneficiare della tassazione al 5% tuttavia, è necessario che (comma 65, Legge 190/2014):

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività , attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore al limite di 65.000 €.

Dunque, ci sono precise condizioni da rispettare.

L’aliquota agevolata è applicabile per 5 anni dopodiché la tassazione si triplica e passa al 15%. Nel passaggio dal 5% al 15% è importante stare attenti al calcolo degli acconti che potrebbero essere dovuti sulla base dell’aliquota maggiorata

Anche se mancano chiarimenti ufficiali in tal senso, noi di Investire oggi riteniamo che alla data del 20 luglio, il contribuente in regime forfettario per il quale il 2020 è stato l’ultimo anno di applicazione del 5%, dovrà versare gli acconti 2021 con l’aliquota del 15%. Difatti, tali soggetti, a parità di reddito tassabile, pagheranno il triplo rispetto a quanto versato negli scorsi anni.

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