Rate già pagate per debiti stralciati o rottamati: l’utopia del rimborso

Le rate pagate pesano sul risentimento dei contribuenti onesti. Ecco perché la rottamazione non è un incentivo a non pagare

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La guida alla rottamazione delle cartelle dalla domanda agli sconti e agli importi o scadenze.

Focus sulle rate pagate e il pentimento dei contribuenti onesti. “Scemo chi paga”: chi critica la rottamazione Quater, così come le precedenti, anzi chiamiamola correttamente la pace fiscale 2023, lo fa spesso appellandosi ad un senso di equità fiscale tradito.

Ed è lo stesso pensiero che accomuna molti di coloro che avevano iniziato a saldare a rate un debito, sotto o sopra i mille euro a seconda dei casi. “Era meglio non iniziare a pagare e aspettare”: in molti ci hanno scritto messaggi di questo tipo.

La rottamazione non è un incentivo a non pagare. Partiamo da questa premessa fondamentale. La scelta del governo di seguire questa strada si basa (anche) su considerazioni di opportunità economica. Molti dei debiti annullati, infatti, sarebbero comunque inesigibili. In altre parole il Governo effettua una compensazione di vantaggi e svantaggi nel procedere. L’effetto di tendere la mano a famiglie in difficoltà con i debiti Equitalia è, diciamo, una naturale conseguenza.

Facciamo degli esempi pratici per capire meglio il focus del discorso.

Le rate pagate prima della rottamazione non sono rimborsabili

Ci sono giunte in redazione diverse testimonianze di questo tipo:

“Sto pagando rate sul bollo auto arretrato, importo totale 650 euro, residuo da pagare 380. Ora che la cartella sarà automaticamente annullata con il saldo e stralcio, i soldi che ho versato finora sono rimborsabili?”

“Ho letto che lo spartiacque dei debiti tra saldo e stralcio e rottamazione è di mille euro. Io ho tre cartelle di qualche centinaio di euro, unite in un singolo procedimento di rateizzazione. In questo caso quale delle due misure si applica? Devo fare domanda o ottengo il saldo e stralcio automatico?”

(NdD per il caso uno: il bollo auto, essendo di competenza regionale, non rientra nei debiti annullati automaticamente.

Così come le multe, l’IMU o i tributi territoriali in genere).

I debiti centrali sotto i mille euro vengono cancellati automaticamente. Niente da fare, però, per le rate già versate. Non sono previsti rimborsi proprio perché l’obiettivo è aiutare chi è in difficoltà economica non incentivare il non pagamento a priori.

Il secondo caso è più complesso perché riguarda vecchie cartelle inserite in precedenti rottamazioni in corso. La singola cartella rientra nel saldo e stralcio. Tuttavia è onere del contribuente, rimodulare il piano di ammortamento alla luce del nuovo importo residuo (quindi al netto delle cartelle annullate).

Se vuoi saperne di più guarda il video in cui due avvocati su Youtube spiegano in modo molto semplice e alla portata di tutti come funziona la pace fiscale

Da tenere a mente che il video è di un paio di settimane fa quindi non è aggiornato sulle ultimissime novità della rottamazione quater. Ad esempio si parla dell’annullamento automatico di tutte le cartelle sotto i mille euro senza differenziare debiti centrali da quelli territoriali (regionali o comunali).

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