Quota 102. Draghi pensa a salvaguardare i lavoratori dipendenti, via l’incompatibilità?

Per quota 102 è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente

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Quanti soldi per le pensioni nel 2023? Il post Quota 102 è in salita

In attesa di capire quali saranno le effettive carte che i sindacati vorranno giocarsi nei prossimi incontri con il Governo sulla riforma delle pensioni, Draghi starebbe valutando di inserire qualche correttivo su quota 102. Un primo correttivo al quale sta pensando l’esecutivo, è quello afferente l’incompatibilità di quota 102 con i redditi da lavoro dipendente ed autonomo. Un intervento di modifica potrebbe riguardare proprio un’apertura sui redditi da lavoro dipendente.

Ecco quelle che potrebbero essere le novità.

Quota 102

Con quota 102,  è possibile andare in pensione anticipata:

  • con un requisito anagrafico pari almeno a 64 anni e
  • un’anzianità contributiva minima di 38 anni.

Nello specifico, potranno andare in pensione anticipata con quota 102: gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall’INPS, nonché alla gestione separata, che maturino nel corso dell’anno 2022 i requisiti di età anagrafica pari a 64 anni e di anzianità contributiva pari a 38 anni (c.d. “quota 102”).

In base alle indicazioni fornite dall’Inps sul proprio portale,

Il requisito contributivo richiesto per la pensione anticipata Quota 102 può essere perfezionato, su domanda dell’interessato, anche cumulando tutti e per intero i periodi assicurativi versati o accreditati presso l’AGO, le forme sostitutive ed esclusive della medesima, gestite dall’INPS, nonché la Gestione Separata. La titolarità di una pensione diretta a carico di una delle predette forme di assicurazione obbligatoria preclude l’esercizio della facoltà di cumulo dei periodi assicurativi.

L’incompatibilità con i redditi da lavoro autonomo e dipendente

Ai fini del conseguimento della pensione anticipata Quota 102, è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Quota 102 è incompatibile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.

Non è invece richiesta la cessazione dell’attività di lavoro autonomo (ad esempio, cancellazione dagli elenchi dei lavoratori autonomi, dall’iscrizione camerale, dagli albi professionali, chiusura della partita IVA, etc.), stante la previsione normativa dell’incumulabilità della pensione con i redditi da lavoro e non anche dell’incompatibilità della stessa con lo svolgimento dell’attività lavorativa (circolare Inps n° 117/2019).

Ad ogni modo, ai fini della verifica dell’incumulabilità, rilevano i redditi percepiti nel periodo compreso tra la data di decorrenza del trattamento pensionistico e la data di compimento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia.

Le mosse di Draghi. Togliere il cumulo con i redditi da lavoro dipendente?

Governo e sindacati hanno da poco avviato il confronto sulla c.d. riforma delle pensioni.

In attesa di capire i possibili sviluppi sulla riforma, Draghi starebbe valutando di inserire qualche correttivo su quota 102. Già nei prossimi mesi. Un primo correttivo al quale sta pensando l’esecutivo, è quello afferente l’incompatibilità di quota 102 con i redditi da lavoro dipendente ed autonomo. Un intervento di modifica potrebbe riguardare proprio un’apertura sui redditi da lavoro dipendente.

Vedremo se si tratta solo di voci di corridoio oppure se tali possibili novità coincideranno con le reali intenzioni del Governo.

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