Quanti anni di residenza in Italia servono per avere il reddito di cittadinanza?

Vediamo quanti anni di residenza in Italia servono per avere il reddito di cittadinanza. Visto che è noto che nel nostro Paese è più difficile l'accesso al sussidio da parte dei cittadini stranieri. Tutto quello che c'è da sapere.

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Vediamo quanti anni di residenza in Italia servono per avere il reddito di cittadinanza. Visto che è noto che nel nostro Paese è più difficile l’accesso al sussidio da parte dei cittadini stranieri. Con conseguenti proteste, già da tempo, da parte delle associazioni che sono impegnate nella tutela dei diritti degli immigrati. Così come è riportato in questo articolo.

In particolare, su quanti anni di residenza in Italia servono per avere il reddito di cittadinanza, la risposta è presto detta. Servono ben dieci anni di residenza maturata nel nostro Paese. Con gli ultimi due, inoltre, in modo continuativo. Così come si legge, tra l’altro, sul sito Internet istituzionale della misura.

Quanti anni di residenza in Italia servono per avere il reddito di cittadinanza?

Su quanti anni di residenza in Italia servono per avere il reddito di cittadinanza, la questione è da tempo aperta. In quanto più volte si è parlato di un dimezzamento del requisito. Ovverosia, da 10 a 5 anni di residenza. Ma poi al riguardo non si è fatto mai nulla anche per ragioni politiche.

Piuttosto che su quanti anni di residenza in Italia servono per avere il reddito di cittadinanza, infatti, il Governo italiano da quest’anno ha rivisto la misura su altri fronti. Dai controlli preventivi ancora più stringenti. Alla contestuale stretta pure per quel che riguarda le nuove regole introdotte per il reddito di cittadinanza sulle politiche attive per il lavoro.

Le difficoltà dei cittadini stranieri per avere il reddito di cittadinanza

È chiaro che, con i 10 anni di residenza in Italia che servono per avere il reddito di cittadinanza, la misura ad oggi non spicca per essere inclusiva. Inoltre, almeno per quest’anno da questo fronte è probabile che non ci saranno delle novità.

Nonostante, come sopra accennato, non manchino le associazioni che, a più riprese, hanno evidenziato il discrimine tra cittadini italiani e gli stranieri regolari nel nostro Paese.

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